Folla in lacrime per Di Flavio L’addio di Penne al professore

Quasi tremila persone hanno reso l’ultimo omaggio al docente e sportivo scomparso a 53 anni Tantissimi ragazzini delle giovanili di basket in divisa da gioco per ricordare e salutare il loro coach
PENNE. Lacrime e ricordi per una persona speciale. Questa mattina non è stata una domenica qualsiasi a Penne. Quasi 3000 persone, poco prima delle 10,30, hanno affollato la Chiesa di San Domenico e piazza Luca da Penne per l’ultimo saluto a Fabrizio Di Flavio, 53enne professore di educazione fisica e istruttore di basket e nuoto, morto sabato alle 2 di notte colto da un malore improvviso mentre si trovava in una nota gelateria di viale San Francesco insieme ai suoi amici di sempre.
Una marea di gente non ha voluto perdersi l’ultimo saluto a una persona buona, a un istruttore che ha cresciuto tantissime generazioni di giovani. All’uscita del feretro dalla chiesa, dopo il rito funebre celebrato da don Andrea Di Michele, un applauso lungo e partecipato ha accompagnato la deposizione della salma all’interno del carro funebre. Sulla base, immancabile, la sua canotta da basket: la numero 11 della Basket Penne. Tantissimi ragazzini delle giovanili della Basket Penne e dell’Asd Progetto Gioco, la società che da qualche anno portava avanti insieme con suo figlio Giacomo, tutti rigorosamente in canotta e pantaloncini, hanno salutato per l’ultima volta il loro amato coach. Era difficile non voler bene a Fabrizio Di Flavio. Presenti al funerale anche molti dei suoi ex compagni di squadra della storica Basket Penne, quella che giocava nella palestra dell’ex istituto d’arte a via Caselli. Il suo sorriso era contagioso, la sua risata inconfondibile, ma soprattutto aveva un modo unico di approcciare con i bambini. Era sempre accomodante e allo stesso tempo pronto a impegnarsi in qualche progetto sportivo, soprattutto quando c’erano i giovani di mezzo. I suoi camp estivi non tradivano mai le attese di genitori e bambini. Pacato e paziente nell’inculcare a tutti i veri valori dello sport. Compagnone e amico di tutti. Era difficile non rimanere contagiati dal suo entusiasmo. Al dolore dei parenti, di mamma Anna Maria, del fratello Enzo, dei figli Vittoria, Giacomo e Michele, e della sua compagna Sabina, ha partecipato davvero una cittadina intera. Anche la Fip Abruzzo dalla propria pagina Facebook ha ricordato e salutato Fabrizio Di Flavio.
«Non lo conoscevo personalmente», ha detto don Andrea durante l’omelia, «ma vedere che così tanta gente ha voluto salutarlo e omaggiarlo è testimonianza di come Fabrizio sia riuscito a essere amato da tante persone». Sì, proprio così, con Fabrizio Di Flavio bastava un attimo per entrare in sintonia. Anni fa, a seguito di un grave incidente stradale, subì diverse fratture alle gambe, ma con costanza, spirito di sacrificio, e con il suo immancabile sorriso, riuscì a tornare più forte di prima. Ai suoi ragazzi ha sempre insegnato qualcosa di buono, non solo a livello tecnico ma anche nella vita. Prima di iniziare ogni gara, diceva ai suoi ragazzi: «Oggi o vinciamo o impariamo qualcosa». È stata una domenica di tristezza e dolore per tutta la comunità di Penne. La “rana”, era questo il soprannome di Fabrizio Di Flavio, è volata in cielo, ma il suo ricordo continuerà a brillare nella mente di tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerlo.

