Folla per l’addio a Andrea tra lacrime e palloncini

Centinaia di persone a Città Sant’Angelo per il 38enne morto domenica Il ricordo di un amico: «Era buono, solare, scherzoso e stava bene con chiunque»
SANT’ANGELO. Non ce l’ha fatta, la chiesa di Marina di Città Sant’Angelo, a contenere tutti gli amici di Andrea, trovato morto domenica mattina all’interno della sua auto, a Montesilvano. Nonostante la pioggia, ieri mattina centinaia di persone hanno voluto salutarlo per l’ultima volta. Nessuno avrebbe immaginato di non vederlo più, nessuno avrebbe mai pensato che potesse andarsene così presto, a 38 anni, nel pieno della vita. E si sono stretti tutti attorno dalla famiglia di Andrea Vadini, facendo arrivare un grande e caloroso abbraccio alla madre Clara, al padre Gariele, al fratello Paolo e alla sorella Veronica.
Anche don Nino, celebrando i funerali, ha fatto riferimento alla presenza di tantissimi amici, giovani e meno giovani, testimonianza concreta dell’infinito amore che Andrea è riuscito a comunicare e attirare durante la sua vita. Un motivo di orgoglio, ora che non c’è più. «Si faceva voler bene», dice Marco Costantini, detto Ciaky, che riteneva Andrea «non un semplice amico ma un fratello», con il quale ha condiviso tanti bei momenti, in vent’anni. «Era un gigante buono, disponibile e gentile con tutti, in grado di stare bene con chiunque, dai giovani dagli anziani. Era un tipo scherzoso, solare, aveva la battuta sempre pronta e con lui ho trascorso le migliori giornate». La sua capacità di stare in compagnia era insuperabile, impareggiabile. E questo lo rendeva unico. «Era un capobanda», dice sempre Costantini, «quando si doveva organizzare un pranzo o una cena era il primo a farsi avanti. Ed era il primo a raccogliere soldi. È davvero assurdo che stavolta mi sia dovuto occupare io di raccogliere fondi in occasione del suo funerale, per realizzare un cuore di fiori e per acquistare i palloncini bianchi liberati in cielo alla fine della cerimonia funebre. Per testimoniare il nostro affetto nei confronti di Andrea stiamo anche portando avanti una raccolta in favore della famiglia, non perché ce ne siamo bisogno ma perché vogliamo dimostrare la nostra vicinanza» in questo momento difficile. Restano mille ricordi dei giorni felici passati insieme ma uno su tutti prevale, almeno in questi momenti di dolore. «Sette anni fa, quando ha compiuto trent’anni, abbiamo festeggiato il suo compleanno in maniera memorabile», racconta Costantini. «Con altri amici siamo andati a prenderlo a casa in limousine e abbiamo festeggiato dalle 8 di sera fino alle 4 del mattino successivo. Una notte unica, all’insegna dell’allegria e del sorriso». E non poteva essere altrimenti con Andrea, «un amicone, per tutti. Mi dispiace che non ci sia più».
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