Folla per l’ultimo saluto: «Grazie sindaco»

7 Dicembre 2018

Governatore, prefetto, presidente della Provincia, sindaci, autorità e tanti cittadini alle esequie di Alberto Secamiglio

ROSCIANO. Folla e tanta commozione ieri al funerale di Alberto Secamiglio, sindaco di Rosciano, svoltosi nella chiesa Beata Vergine del Rosario di Villa Oliveti, di cui era originario e dove risiede parte della sua famiglia.
Concittadini e amici si sono riversati in strada salutando con un lungo applauso il feretro condotto nella chiesa alla presenza del prefetto Gerardina Basilicata, il governatore Luciano D’Alfonso, il presidente della Provincia Antonio Zaffiri insieme all’uscente Antonio Di Marco, il comandante di Penne Giovanni De Rosa, le autorità locali, le associazioni e molti sindaci della provincia intervenuti per porgere il proprio cordoglio. Il parroco don Marco Spadaccini ha tenuto la messa in un clima di profondo dolore e un silenzio surreale ribadendo, alla fine dell’omelia, il «modo inaspettato con il quale il nostro caro amico è stato strappato ai suoi cari», e infine «chiedendo alla vergine Maria di proteggere la cara anima del fratello Alberto che le affidiamo per proteggerlo da qui all’eternità», ricordando l’8 dicembre alle porte. «Un uomo tutto d’un pezzo, dotato di grande tenacia e di un’operosità fuori dal comune», afferma il comandante dei carabinieri di Rosciano Vincenzo D’Ambra. I volti e gli sguardi addolorati di un paese intero si sono riuniti dentro e fuori la piccola chiesa per offrire vicinanza ai figli Barbara, Leo e Antonio e alla moglie Gabriella. «Una gran brava famiglia, siamo tutti senza parole, una tragedia infinita», dice Gianfranco, concittadino. Alla fine della messa i saluti scossi del vice sindaco Costantino De Micheli: «In questo momento difficile saluto un sindaco che ha dato un contributo determinante al bene del nostro Comune. Non ci sei più ma solo fisicamente. I cittadini, le associazioni, le forze dell’ordine, i dipendenti comunali e tutti noi amministratori ti ringraziamo per essere esistito. Ciao Alberto». E un nuovo applauso si leva dalla chiesa e dalla piccola piazza, tra la forte commozione generale. La campana suona e il feretro all’uscita, tra la gente in lacrime, riceve l’estrema benedizione per poi dirigersi da Villa Oliveti verso Rosciano per una tappa nella piazza del municipio, dove la macchina funebre si ferma per un ultimo saluto a quel luogo che tanto lo aveva appassionato durante gli ultimi 10 anni, anche fino a tarda notte, sin da quando aveva scelto di raccogliere la sfida della candidatura a primo cittadino, poi nuovamente accettata per il secondo mandato «Alberto era un uomo dai grandi valori. Ti ringraziamo per quello che hai dato a questa comunità», piange al microfono e conclude l’assessore all’Istruzione Pubblica Simone Palozzo dopo un toccante discorso dedicato al suo sindaco. La bandiera è a mezz’asta, il clima anche, in un giorno di sentito lutto cittadino.