Folla per la vedova di Marcinelle Per 60 anni una messa al marito

TURRIVALIGNANI. Grande partecipazione al funerale di Laura Di Pietro, la 88enne vedova di Marcinelle, nota come la sposa bambina, per aver vissuto con il marito, Camillo Ferrante, solo una ventina...
TURRIVALIGNANI. Grande partecipazione al funerale di Laura Di Pietro, la 88enne vedova di Marcinelle, nota come la sposa bambina, per aver vissuto con il marito, Camillo Ferrante, solo una ventina di giorni prima che rimanesse vittima della tragedia dell’incendio e dei crolli della miniera. Sono arrivati soprattutto da Manoppello e Lettomanoppello con il responsabile della sezione Nino Domenico Di Pietrantonio che perse anche lui il papà nella sciagura dell’8 agosto 1956. A tracciare un ricordo della personalità della vedova Laura, il parroco don Nicola durante l’omelia della messa funebre che si è svolta nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano. Ha paragonato la vita solitaria condotta da Laura per circa 62 anni a un pellegrinaggio in attesa di raggiungere la meta: quella di potersi riunire al marito nell’aldilà. Una vita dunque vissuta nell’attesa e nella profonda fedeltà. Il sacerdote ha ricordato che ogni anno la signora Laura prenotava una messa in suffragio del marito da celebrare l’8 agosto, giorno della tragedia. Anche quest’anno ci sarà ma per ricordare anche la sua dipartita. La notizia della scomparsa di Laura è stata ripresa e diffusa anche da molti network: lo stesso Di Pietrantonio ha postato sulla sua pagine Facebook articoli dell’epoca dove veniva evidenziato ciò che mai si è voluto ammettere che nelle bare riportate in Italia dei 60 abruzzesi morti, non ci fossero i loro corpi perché rimasti seppelliti nella miniera crollata. Fu così anche per il marito di Laura e ne da testimonianza l'altro fratello Mario, consigliere comunale a Turri, che ricorda che nel trasferire la bara dalla fossa alla cappella si notò la mancanza del corpo. (w.te.)
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