Folla per Libeskind: «L’architettura? Una questione etica»

Autorità e studenti universitari per l’archistar internazionale Franco Pomilio: «Ci aiuta a capire come cambiano le società»
PESCARA. «L’architettura non è fatta solo di numeri o statistiche, non è solo una questione estetica, ma anche etica, perché riguarda la vita delle persone. È un modo per connettersi con il mondo, per fare sintesi tra ordine e disordine, costruzione e anarchia». Così l’archistar internazionale Daniel Libeskind, ieri pomeriggio a Pescara nell’ambito dell’ottava edizione dell’Oscar Pomilio Blumm Forum Intangibles.
L’architetto decostruttivista e designer, protagonista negli anni scorsi del rilancio di Ground Zero a New York, della midtown di Groningen e del museo ebraico di Berlino, città dove ha realizzato anche il nuovo progetto per Alexanderplatz, ha ricevuto ieri all’Aurum l’Ethic Award.
L’incontro, organizzato dall’agenzia di comunicazione Pomilio Blumm «per riflettere sul futuro con una delle figure più poliedriche della creatività contemporanea», è stato moderato dal giornalista Andrea Bignami, autore e conduttore di Sky Tg24 Economia.
Dopo i saluti del sindaco di Pescara, Carlo Masci, che ha definito Libeskind «uno dei più grandi pensatori, influencer e leader in campo architettonico», ringraziando anche la famiglia Pomilio «storia dell’identità di Pescara, che è riuscita a espandersi in Europa e nel mondo parlando davvero di internazionalizzazione», è intervenuto anche Franco Pomilio, presidente della Pomilio Blumm.
«Tema ufficiale del forum», ha sottolineato Pomilio, «è quello della costruzione degli intangibles. Nell’Oscar Pomilio Blumm Forum si punta a interpretare gli scenari del cambiamento che attraversano le società globalizzate, rintracciandone le radici etiche e morali come tessuto connettivo per un nuovo sviluppo consapevole e umano. La comunicazione dei valori è la materia che si interpone tra le istituzioni e i cittadini, mentre Libeskind ci aiuta ad affrontare il processo architettonico come un processo di comunicazione, che prevede tempi e reazioni veloci e dura per la vita».
La lectio magistralis dell’architetto della memoria e dell’heritage culturale, che espone le sue opere al Moma, il Museum of modern art di New York, al Bauhaus Archives, all’Art Institute of Chicago e al Centre Pompidou di Parigi, tra le archistar che hanno creato l’avveniristico Citylife di Milano, ha rappresentato anche un importante contributo in termini di idee sul futuro del territorio abruzzese che, dalla ricostruzione post terremoto al destino di grandi spazi centrali come l’area di risulta a Pescara, definita dal sindaco Masci «la nostra Ground Zero». Ieri, tra gli ospiti dell’Oscar Pomilio Blumm Forum, anche Tetsuro Akanegakubo, inviato in Italia per diverse testate giapponesi, e gli studenti della Pescara Summer School del dipartimento di Architettura dell’università d’Annunzio. Il forum ha il patrocinio istituzionale di Transparency International Italia, della città di Pescara, di Confindustria.
Tra i nomi coinvolti nelle scorse edizioni Ginger Lew, consulente economico della presidenza Obama e presidente del Nasdaq, Kathleen Kennedy, a capo della fondazione Kennedy e attivista per i diritti umani, il ministro svedese delle strategie del futuro, Kristina Persson, Kareem Abdul-Jabbar, scrittore, ambasciatore presidenziale della cultura americana nel mondo, ex campione Nba, e Dave Bossert, scrittore, produttore e art director Disney.

