Fondi alle imprese: 40 milioni per gli investimenti produttivi

10 Giugno 2023

Macchinari, impianti, digitalizzazione, lavoro agile: la Regione a sostegno del tessuto delle Pmi

Quaranta milioni a disposizione delle piccole e medie imprese abruzzesi per migliorare il loro livello di innovazione e competitività. Ciascuna di esse, selezionata in base a criteri rigorosi, approvati dal comitato di sorveglianza, potrà ottenere fino a un massimo di 600mila euro. La sovvenzione verrà erogata fino al 70 per cento dell’ammontare complessivo del progetto. L’obiettivo della giunta regionale – che ha approvato, lo scorso primo giugno, il piano di attuazione degli interventi del programma Fondo europeo di sviluppo regionale Abruzzo 2021/2027 (Pr-Fesr) – è quello di «rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle Pmi e la creazione di posti di lavoro anche grazie agli investimenti produttivi».
innovazione
È prevista entro l’estate la pubblicazione dell’avviso pubblico “Sostegno agli investimenti produttivi finalizzati all’innovazione delle imprese”. Le piccole e medie imprese abruzzesi di tutti i settori (eccezion fatta per agricoltura e pesca, che hanno altri fondi specifici dedicati) e di tutto il territorio regionale potranno presentare i loro piani aziendali da sottoporre al controllo selettivo – attraverso modalità che saranno note a breve – al fine di formare una graduatoria di finanziamento. Con ogni probabilità le piccole imprese avranno una premialità. Entro ottobre è prevista la conclusione della procedura di selezione; entro novembre potrebbe essere avviata l’attività che durerà fino a maggio 2025.
le attività finanziate
L’intervento, attraverso un regime di aiuto alle Piccole e medie imprese, finanzia investimenti industriali in macchinari, impianti e beni intangibili; processi di ristrutturazione, razionalizzazione, ammodernamento di un impianto o di un processo produttivo aziendale, in modo da migliorare il posizionamento competitivo; implementazione di un nuovo prodotto per l’impresa e/o per il mercato; innovazione del processo produttivo già avviato, mediante cambiamenti di tecniche, attrezzature e/o software, tendenti a diminuire il costo di produzione e/o ad aumentare la capacità produttiva dell’impresa; implementazione di modelli innovativi aziendali di organizzazione del lavoro, mediante l’acquisto di nuova strumentazione tecnologica e/o il supporto all’adozione di un Piano di smart working, in coerenza con la legislazione vigente e in base alle caratteristiche dell’impresa beneficiaria, volti a salvaguardare la produttività aziendale attraverso il “lavoro agile” che può rappresentare non solo la soluzione a una situazione d’emergenza, ma anche una scelta strategica per le aziende.
la ripartizione
Dei 40 milioni complessivi, 25 andranno allo sviluppo delle attività delle Pmi e internazionalizzazione, compresi gli investimenti produttivi; 10 alla digitalizzazione delle Pmi (commercio elettronico, e-business, processi aziendali in rete, poli di innovazione digitale, imprenditori del web, start up nei settori dello spazio commerciale per lo scambio di prodotti, servizi o informazioni tra aziende-B2B e delle tecnologie dell’informazione e comunicazione-Tic). Infine, 5 i milioni destinati ai servizi avanzati di sostegno a Pmi e a gruppi di imprese (compresi i servizi di gestione, marketing e progettazione). Saranno finanziati anche i “laboratori viventi”, spazi di ricerca e innovazione con attori pubblici e privati, aziende, associazioni e singoli portatori d’interessi, che hanno l’obiettivo di testare nuovi servizi, strumenti o utilizzi.
La struttura regionale di riferimento dell’avviso pubblico è il Servizio competitività e Internazionalizzazione del Dipartimento Sviluppo economico-turismo dell’assessore Daniele D’Amario.
il deficit da colmare
«Il Regional innovation Index (Rii), elaborato dalla Commissione europea (rapporto 2021)», si legge nel piano d’attuazione PrFesr, «pone il sistema produttivo abruzzese significativamente al di sotto della media nazionale in quanto a propensione all’innovazione. Un punto di particolare debolezza del sistema innovativo regionale è individuato nei minori investimenti in innovazione delle imprese. Anche se il sistema produttivo regionale è più performante rispetto al resto del Mezzogiorno, in termini di competitività, export e capacità innovativa, restano ancora diversi elementi di fragilità quali la limitata dimensione media delle imprese, l’insoddisfacente posizionamento in settori ad alta intensità di conoscenza e la modesta propensione a digitalizzare i processi produttivi. L’intervento è per rilanciare la propensione agli investimenti e lo sviluppo tecnologico del sistema produttivo, attraverso il sostegno finanziario a progetti di investimento e all’occupazione che favoriscano la transizione di Pmi, pure quelle caratterizzate da gravi crisi finanziarie e/o produttive, dovute anche alle conseguenze della pandemia e dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina, verso nuovi assetti imprenditoriali. La Regione vuole sostenere la competitività delle imprese, attraverso la realizzazione di nuovi prodotti che costituiscono una novità per l’impresa e/o per il mercato, l’innovazione dei processi produttivi, nonché l’implementazione di modelli innovativi aziendali di organizzazione del lavoro».
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