Fondi alle imprese create da donne

Il ministero mette a disposizione contributi agevolati fino all’80% delle spese
PESCARA. Dall'industria all'artigianato, dalla trasformazione dei prodotti agricoli alla fornitura di servizi, dal commercio al turismo. Sono i settori che il Fondo a sostegno dell'imprenditoria femminile, nato da una idea del Comitato impresa donna del ministero dello Sviluppo economico, mette in campo per favorire la nascita di imprese "in rosa", con una dotazione di 20 milioni di euro. Esiste una vasta platea potenziale di donne, soprattutto giovani, in grado di scommettere sulla possibilità di mettersi in proprio per fare impresa. «Una spinta che va raccolta e portata a confrontarsi con i nuovi tempi», dice Linda D’Agostino, presidente di Cna Impresa Donna Abruzzo. «Nell'era della tecnologia, della digitalizzazione, della sostenibilità e dell'economia circolare, le imprese che non si adegueranno a questi nuovi standard di mercato moriranno».
Ma quali sono, in concreto, le opportunità offerte? A spiegarlo è Simona Crescenti, responsabile dell’ufficio Fidi della Cna di Teramo, provincia da cui è partito un virtuale tour informativo della confederazione artigiana, che nelle prossime settimane interesserà tutta la regione: «Le imprese femminili costituite da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda, le lavoratrici autonome o le persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa femminile potranno ottenere un contributo a fondo perduto dell’80% delle spese ammissibili, fino a 50mila euro, per i programmi di investimento che prevedono spese non superiori a 100mila euro; del 50% per gli investimenti superiori a 100mila euro e fino a 250mila. Per le imprese femminili costituite da almeno dodici mesi dalla data di presentazione della domanda, l’agevolazione consiste nel 50% a fondo perduto e 50% con finanziamento a tasso zero da restituire in 8 anni con 12 mesi di pre-ammortamento. La copertura massima dell’agevolazione è pari all’80% dell’investimento totale. L’importo massimo del progetto non può superare i 400mila euro». Opportunità che Cna impresa Donna Abruzzo proverà a far intercettare, anche attraverso il ruolo attivo dei Confidi. «Il rischio delle donne che fanno impresa», conclude D'Agostino, «è perdere vantaggio competitivo in un mondo che gira ad altissima velocità». (m.p.)

