Fondi allo sport: ecco chi può averli e come

Contributi a fondo perduto a chi ha subìto danni per le attività sospese Si arriva fino a 5mila euro per le società che hanno in gestione un impianto
L’AQUILA. Il Covid ha assestato un duro colpo alle società sportive e a chi lavora per loro. Centinaia di allenatori, istruttori ed educatori sono costretti a fare i conti da mesi con incassi azzerati dal blocco delle attività. In molti casi, si tratta di società che, dopo il primo lockdown, per adeguarsi ai protocolli di sicurezza stabiliti dalle federazioni quando una ripartenza sembrava ancora possibile, avevano sostenuto spese notevoli. Per questo, la Regione Abruzzo ha deciso di destinare 1,5 milioni di euro al comparto dello sport di base.
I FONDI. Lo stanziamento era già previsto nelle leggi regionali emanate per sostenere l’economia e l’occupazione colpite dal Covid. Il procedimento è stato completato con l’approvazione di una delibera di giunta contenente le linee di indirizzo per l’erogazione dei contributi e la pubblicazione dell'avviso pubblico.
I FINANZIAMENTI. Saranno corrisposti sotto forma di contributi una tantum a fondo perduto. I destinatari saranno le associazioni e le società sportive dilettantistiche (e in misura minore anche quelle professionistiche) indicate dalla legge regionale numero 2 del 12 gennaio 2018, ovvero società e associazioni sportive dilettantistiche - locali, provinciali e regionali - affiliate a federazioni sportive nazionali o enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni e dal Comitato italiano paralimpico (Cip) che partecipano alle attività federali agonistiche e amatoriali; società e associazioni affiliate, inoltre, alle Federazioni sportive nazionali riconosciute e impegnate nei rispettivi campionati nelle massime serie.
I REQUISITI. Per essere ammessi al contributo, i soggetti richiedenti devono essere operanti sul territorio della Regione alla data del 31 gennaio 2020 e devono aver subito un danno per effetto della sospensione delle attività. Gli aiuti non spetteranno invece a coloro che alla data del 31 ottobre 2020 non risultino iscritti ai registri del Coni o del Cip. Il bando contiene una tabella con gli importi massimi concedibili, che varieranno a seconda della categoria alla quale si appartiene (in totale ne sono state individuate sette). Si va, per esempio, da un contributo massimo di 500 euro per quelle società o Asd che non sono in possesso di contratti di affitto a uno di 5 mila euro per chi, invece, ha in gestione qualche impianto.
COME FARE DOMANDA. Le domande devono essere presentate esclusivamente in via telematica, tramite uno sportello che la Regione ha attivato sul proprio sito (https://sportello.regione.abruzzo.it) selezionando le voci “catalogo servizi”, “sportello turismo”, titolo dell’avviso e “nuova pratica”. L'accesso dovrà avvenire a mezzo Spid del legale rappresentante. Non ci sarà nessun documento da caricare, bisognerà solo compilare il modulo in piattaforma e l’autocertificazione. I controlli scatteranno a campione. I fondi sono a esaurimento e spettano a tutte le Asd fornite dei requisiti richiesti.
EROGAZIONE. I contributi verranno erogati direttamente tramite accredito su conto corrente bancario o postale.
CUMULO. Il bando dà la possibilità di cumulare il contributo a fondo perduto con le altre forme di aiuto introdotte dallo Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’epidemia Covid.
SCADENZE. Lo sportello telematico sarà accessibile dalla mezzanotte del 26 gennaio fino alle 14 del 4 febbraio.
LIRIS E SOSPIRI. «La Regione», dichiara l’assessore al Bilancio e allo sport, Guido Liris, «ancora una volta dimostra grande vicinanza a settori che sono stati pesantemente colpiti dall’emergenza coronavirus, stanziando fondi con l’obiettivo di limitare l’impatto negativo delle sospensioni. Lo sport è centrale per la vita sociale dell’Abruzzo e per la sua tenuta economica. Ora l’obiettivo è arrivare a erogazioni tempestive».
«Con le risorse regionali» sottolinea il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, «stiamo fornendo un aiuto solido ai comparti socio-economici del nostro tessuto produttivo, di cui le società sportive sono parte integrante. Basti pensare alle migliaia di ragazzi che vivono il loro quotidiano anche attraverso le attività sportive garantite da tali realtà».

