Fondi comunitari, truffa da mezzo milione

6 Ottobre 2020

Popoli. Nel mirino della Finanza quattro aziende della Val Pescara. Denunciati titolari e rappresentanti

POPOLI. Scoperta, da parte degli uomini della Guardia di finanza della tenenza di Popoli, una truffa da mezzo milione di euro messa in atto da quattro società destinatarie di finanziamenti comunitari e locali.
Con una mirata selezione e una serie di controlli incrociati nei confronti di realtà aziendali che avevano percepito finanziamenti pubblici stanziati con diversi bandi, anche a fondo perduto, le fiamme gialle, nell’ambito delle attività di contrasto alle frodi soprattutto nel settore della spesa pubblica, hanno avviato complesse indagini che si sono concluse con diverse segnalazioni non solo alla Procura (per la violazione di questioni penali relative alla presunta truffa e al conseguente danno erariale), ma anche all’Ente erogatore per avviare la procedura finalizzata alla revoca dei finanziamenti comunitari e regionali.
Nel mirino del luogotenente Marcello Giallorenzo della tenenza di Popoli, sono finite quattro aziende nei cui confronti sono scattati accertamenti che hanno permesso di scovare diverse casistiche illecite, riconducibili, secondo la finanza, a mendaci dichiarazioni e attestazioni finalizzate a «tratteggiare false rappresentazioni sulla realizzazione delle iniziative o del possesso dei requisiti richiesti per l’accesso», come scrive la finanza. Il contributo sarebbe stato indebitamente ottenuto da queste quattro aziende, tutte operanti nella Val Pescara e impegnate in settori diversi (dall’editoria all'intrattenimento, dalle costruzioni all’informatica) attraverso la presentazione di falsa documentazione o false dichiarazioni. In particolare, documentando falsi stati di avanzamento di lavori di fatto mai realizzati, e senza sostenimento delle relative spese; dichiarando falsamente il possesso dei requisiti occupazionali (solo 6 dipendenti rispetto ai 20 richiesti dal bando); dichiarando falsamente di aver trasferito sede operativa o unità locali in Abruzzo, altro requisito richiesto, cosa mai avvenuta. Da qui la denuncia nei confronti dei legali rappresentanti delle Aziende incappate nelle irregolarità e dei titolari delle ditte individuali coinvolte.
«Particolare importanza», si legge nella nota diffusa dalla Finanza, «hanno rivestito anche le forme di collaborazione interistituzionale con gli enti responsabili dei flussi di spesa, soprattutto ai fini dell’ottenimento di informazioni complete e aggiornate sulla distribuzione dei contributi pubblici». (m.cir.)