Fondi negati per gli affitti È lite Comune-Regione: parte lo scontro al Tar

Le domande degli inquilini montesilvanesi presentate tardi ed escluse Il sindaco De Martinis fa ricorso contro Marsilio: «Un fatto grave»
MONTESILVANO. L’amministrazione comunale di Montesilvano, di centrodestra, contro la Regione Abruzzo, sempre di centrodestra. A fare da spettatori alla lite intestina sono 500 residenti di Montesilvano che potrebbero restare senza gli aiuti per pagare l’affitto: famiglie che, per uno scontro tra enti pubblici dello stesso colore politico, potrebbero vedersi negati sostegni per circa 150mila euro. Anzi, ad oggi, i montesilvanesi che hanno fatto domanda per ottenere i contributi del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione sono già tagliati fuori: la Regione ha escluso il Comune di Montesilvano dalla torta di 3,6 milioni di finanziamenti perché le domande dei residenti sono state inviate all’Aquila troppo tardi, 8 giorni oltre la scadenza. Montesilvano (e anche L’Aquila) non è presente nell’elenco dei 129 Comuni beneficiari. L’ultima speranza, per le famiglie, è il ricorso al Tar presentato dal Comune contro la Regione «onde evitare la grave compromissione degli interessi pubblici coinvolti», così recita la delibera della giunta De Martinis che dà il via alla causa.
ORMAI È TARDI Il caso sembra incredibile: entro il 15 novembre 2023, il Comune, tramite l’Azienda speciale per i servizi sociali, avrebbe dovuto presentare le istanze dei cittadini alla Regione; ma questo termine non è stato rispettato: il Comune ha inoltrato i documenti, circa 500 richieste dei cittadini, soltanto il 20 novembre. E le domande sarebbero state ricevute dalla Regione il 23 novembre. Otto giorni di ritardo: probabilmente in municipio si pensava che il termine non fosse perentorio.
Comune escluso E invece, con la delibera 850 del successivo 4 dicembre, la giunta regionale del presidente Marco Marsilio (Fratelli d’Italia) ha deciso di escludere «i Comuni che, come quello di Montesilvano, hanno inoltrato la relativa istanza a far data dal 15 novembre». Sono 170 i Comuni abruzzesi rimasti fuori con l’accusa di aver mandato i documenti in ritardo. E il sindaco Ottavio De Martinis della Lega ha protestato e l’ha fatto con una nota inviata alla Regione: «Questo Comune, con nota sindacale in data 11 dicembre 2023, ha provveduto a contestare la delibera, invitando la Regione a rettificarla in via di autotutela», spiega la delibera della giunta De Martinis che avvia la causa nel tentativo di mettere le mani sui fondi per adesso negati. E la delibera prosegue: «La Regione non ha riscontrato la predetta nota del Comune». Significa che, finora, la trattativa politica non ha portato a una soluzione. E allora deciderà il Tar: la giunta De Martinis «ritiene opportuno provvedere ad impugnare dinanzi al Tar Abruzzo la suddetta delibera». L’incarico della difesa è stato affidato all’avvocato Pietro Alessandrini «delegandogli ogni potere di legge sino alla definitiva risoluzione della controversia in parola». Fare causa alla Regione costerà almeno 6mila euro.
CASO POLITICO Il caso non è soltanto giudiziario ma anche politico: dopo l’approvazione dell’elenco dei Comuni beneficiari, oltre alla lite interna al centrodestra, il Pd ha attaccato il Comune. «Se la questione non avesse conseguenze sulle famiglie meno abbienti sarebbe quasi da ironizzarci sopra», la presa di posizione del consigliere regionale Dem Antonio Blasioli e dei consiglieri comunali Romina Di Costanzo, Enzo Fidanza e Antonio Saccone.
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