Fondi per le imprese prorogati fino al 2023

Le 5 agevolazioni: chi ne ha diritto e quali sono le scadenze
Prorogati al 2023 gli aiuti alle piccole e medie imprese, in scadenza a fine 2020. Si tratta di misure agevolative importanti, che incidono sull'accesso al credito, le coperture finanziarie, gli investimenti e le consulenze per la quotazione delle pmi in borsa. Tra i principali strumenti che beneficiano di una proroga la Nuova Sabatini, il sostegno alle start-up innovative, il Fondo di garanzia pmi, la Nuova Marcora e il credito d'imposta per la quotazione in borsa delle pmi.
A stabilire la nuova scadenza, il decreto del ministro dello Sviluppo economico del 15 dicembre 2020, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 4 febbraio scorso: il provvedimento riguarda le misure di aiuto di competenza della Direzione generale del dicastero per gli incentivi alle imprese, nel rispetto delle modifiche apportate ai regolamenti e alle disposizioni dell'Unione europea.
GLI AIUTI. Le misure di aiuto prorogate sono quelle conformi alle disposizioni del regolamento dell'Unione europea, la cui operatività viene estesa anche in considerazione delle conseguenze economiche e finanziarie della pandemia da Covid-19, seppure con alcune eccezioni.
In particolare, si fa riferimento alle imprese che sono entrate in difficoltà in seguito all'emergenza sanitaria, e che continueranno a beneficiare degli aiuti previsti, ma per un periodo di tempo limitato, dal 1°gennaio 2020 al 30 giugno 2021.
LA DECISIONE DELL’UE. La Commissione europea ha ritenuto opportuno prorogare di tre anni, fino al 31 dicembre 2023, il periodo di applicazione dei regolamenti: decisione che nasce dalla presa d'atto secondo cui «una parte delle norme adottate nell'ambito dell'iniziativa del 2012 per la modernizzazione degli aiuti di Stato è scaduta il 31 dicembre 2020».
La Commissione ha agito in due fasi: innanzitutto, è stato prorogato il periodo di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato che, altrimenti, sarebbero giunti a scadenza alla fine del 2020. Solo in un secondo momento l'Ue valuterà le norme in questione contestualmente alle altre in materia di aiuti di Stato, adottate nel quadro dell'iniziativa per la modernizzazione proprio degli aiuti di Stato. La proroga al 2023 è risultata necessaria «per consentire di valutare le norme in materia di aiuti di Stato e per garantire la prevedibilità e la stabilità di tali norme».
LE PROROGHE. Ecco, in dettaglio, tutte le misure prorogate e chi può beneficiarne. La misura Beni strumentali “Nuova Sabatini” è l’agevolazione messa a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo.
La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, software e tecnologie digitali per migliorare la competitività delle pmi. Il sostegno alle start-up innovative, invece, punta a rafforzare le start- up e le pmi innovative, incentivando il co-investimento nel capitale da parte di investitori regolamentati o qualificati. In particolare, il valore di ogni singola operazione effettuata dal Fondo non potrà essere superiore a massimo quattro volte l’investimento effettuato dagli investitori, nel limite complessivo di 1 milione per singola start- up o pmi innovativa.
CREDITO ALLE PMI. Il Fondo di garanzia pmi è uno strumento agevolativo del ministero dello Sviluppo Economico, gestito da Mediocredito centrale, volto a sostenere le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario perché non dispongono di sufficienti garanzie. Ne possono beneficiare i consorzi e le società consortili costituiti tra piccole e medie imprese, e le società consortili miste, oltre ai professionisti iscritti agli ordini professionali. L'intervento agevolativo la Nuova Marcora prevede che il finanziamento agevolato a favore delle società cooperative si affianchi alla partecipazione delle società finanziarie, ai sensi della legge Marcora, per di assicurare al “piano d'impresa” un'adeguata ed equilibrata copertura finanziaria, sia in termini di mezzi propri sia di indebitamento a medio lungo termine.
Prorogato anche il credito d'imposta riconosciuto alle pmi a fronte di spese di consulenza sostenute per la quotazione in borsa. Le spese devono rifarsi a procedure di ammissione iniziate dopo l'entrata in vigore dalle manovra Finanziaria 2018. Il credito è pari al 50% delle spese sostenute fino ad un massimo di 500mila euro.

