Fontana d’arte nel degrado «Uno sponsor per i lavori»

Il monumento del maestro Spalletti all’ingresso del tribunale abbandonato da un anno Il Comune: servono 60 mila euro, ma non li abbiamo. Bando per trovare un mecenate
PESCARA. È abbandonata da oltre un anno la fontana monumento all’ingresso del tribunale. E potrebbe restare così ancora a lungo: l’unica speranza è trovare uno sponsor che paghi i lavori. Ma per gli «interventi di sistemazione» non servono pochi spiccioli: il conto è di 60.800 euro. Da oggi fino al 27 settembre prossimo, gli «sponsor/sostenitori» possono farsi avanti.
A distanza di 13 anni dall’inaugurazione del palazzo di giustizia, la fontana dell’artista spoltorese Ettore Spalletti «versa in un precario stato di conservazione», tanto per usare il gergo burocratico del Comune. In pratica sull’ellisse di 14 metri di granito nero dello Zimbawe sono cresciuti addirittura anche ciuffi di erbacce. Di fronte alla mancanza di manutenzione, è stato il presidente del tribunale Angelo Bozza a lanciare un sos e a chiedere all’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila di valutare lo stato della fontana, ormai recintata e svuotata dall’acqua: il 24 febbraio scorso è stato svolto un sopralluogo con il docente Sergio Sarra, l’architetto Patrizia Leonelli Spalletti e l’ingegnere Lino Prezioso, perito del tribunale. «Si notano distacchi di parti lapidee; depositi coerenti di calcare sulle superfici in granito nero e sull’onice; distacchi e lacune dello stucco che sigilla le lastre; distacchi e lacune nello strato pittorico azzurro originario che riveste la vasca interna sul quale si notano strati di depositi coerenti e una ridipintura verde recentemente applicata», recita il verbale firmato da Carla Giovannone, docente del corso di Restauro lapideo, e da Elisabetta Sonnino e Gabriella Forcucci, coordinatrici del corso quinquennale di Restauro. L’Accademia delle Belle Arti ha proposto un programma di restauro dell’opera e ha offerto gratis il progetto. Ma per i lavori, secondo i preventivi acquisiti dall’ufficio di presidenza del tribunale, servono più di 60 mila euro e nessuno ce li ha. A partire dal Comune che ha messo nero su bianco l’«assenza di risorse da poter destinare nell’immediato alla realizzazione degli interventi». E così, per trovare i soldi, si spera nella benevolenza di «enti pubblici e privati, operatori economici quali imprese, anche individuali, società, associazioni, enti, fondazioni, cooperative, consorzi e istituzioni in genere». C’è un mese di tempo per avanzare la propria candidatura. Ma lo sponsor cosa ci guadagna? In cambio dell’assegno potrà inserire il logo del Comune sulla propria carta intestata, il suo marchio sarà pubblicato sui materiali di promozione dell’intervento di riqualificazione, sarà citato sul sito Internet del Comune e sarà invitato a partecipare alla conferenza stampa dell’attività. Per farsi avanti, sul sito del Comune è pubblicato un avviso di «manifestazione di interesse».
Nel tribunale da 95 milioni di euro condito da opere d’arte, la fontana di Spalletti non è l’unica a passarsela male: le 14 ruote d’acciaio di Michelangelo Pistoletto nella galleria del palazzo sono sempre spente perché i raggi al neon consumano troppa corrente e l’imperativo è risparmiare. Salvo dal degrado il mosaico di Enzo Cucchi, 6 metri per 4 nella parete della sala convegni.
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