Fontana e Klein, un’amicizia nel segno dell’avanguardia

18 Ottobre 2014

Mercoledì apre i battenti l’esposizione di opere dei due grandi artisti Racconta il rapporto intenso che si instaurò tra loro dal 1957 al 1962

Una mostra nel Museo del Novecento di Milano, dal 22 ottobre al 15 marzo, dedicata al rapporto tra due dei maggiori esponenti delle avanguardie artistiche della seconda metà del secolo scorso: il fondatore dello Spazialismo Lucio Fontana e Yves Klein, protagonista del “Nouveau Realisme” francese.

Il loro fu un rapporto breve ma intenso, che andò dal 1957 al 1962, quando Klein morì improvvisamente a soli 34 anni. Si incontrarono a Milano, in occasione della prima mostra italiana di Klein nella Galleria Apollinaire, dove espose le sue “Proposte Monocrome”. Il già affermato Fontana acquistò un'opera del giovane collega e nacque un'amicizia che proseguì con continui incontri, in Francia ed in Italia, dove Klein veniva sovente, anche per un motivo del tutto al di fuori dell'arte: la sua devozione per Santa Rita da Cascia, che tuttavia non gli impediva di interessarsi anche delle esplorazioni esoteriche dei Rosacroce delle teorie Zen. Fontana presentò Klein ad altri galleristi italiani e ai pochi collezionisti che stavano tentando il salto dalle opere figurative, che avevano dominato fino ad allora sulle pareti delle loro case, alle nuove espressioni di avanguardia. Lo stesso fece Klein con Fontana, quando lo andava a trovare a Parigi. Una documentazione fotografica dei loro incontri costituisce una sezione della mostra.

Divertente è in particolare una immagine, scattata nello studio di Klein, in cui Fontana compare vestito con la divisa dell'Ordine di San Sebastiano, al quale l'artista francese aveva aderito, nel quadro dei suoi interessi religiosi. Comunque le espressioni artistiche di Fontana e Klein rimasero sempre diversissime. Le univa un solo particolare: le ricerche sul colore blu, partendo dalla particolare interpretazione di Giotto. Fontana vi si ispirava per la luce al neon dei suoi “Ambienti Spaziali”. Klein creò una particolare sfumatura del blu, che arrivò a brevettare con il nome di IKB (International Klein Blue). Per questo, il punto focale della mostra milanese è la grande sala dedicata ad un arabesco al neon di Fontana e dove è stato posto per l'occasione anche “Pigment pur”, ovviamente blu, di Klein. Sono circa 70 le opere dei due artisti presentate in questa mostra. Di Fontana vi è tutta la gamma dei “Concetti Spaziali” fatti di tagli e buchi su tele monocrome, tele con pietre incollate, le sfere di bronzo squarciate delle “Nature”. Di Klein sono esposte impronte blu di corpi di donne, le spugne imbevute dello stesso colore, come lo è una copia della Vittoria di Samotracia. Vi è anche un contenitore al cui interno vi sono scritte in oro e rosa. L'opera è stata prestata dal convento di Santa Rita da Cascia al quale Klein l'aveva donata.

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