Fontanelle, case e strade abbandonate al degrado

Pescara, i residenti di via Caduti per Servizio segnalano la mancanza di interventi «Qui i diritti sono solo dei delinquenti. I politici si ricordano di noi quando si vota»
PESCARA. È l’altra città. Quella lontana dal centro, dimenticata da chi dovrebbe occuparsene. In via Caduti per servizio il degrado è totale, nelle case popolari e lungo la via, e i cittadini non ne possono più di subire un lassismo insopportabile. Le segnalazioni sui problemi del civico 25 sono state messe per iscritto da Nello Raspa, presidente dell’associazione “Insieme per Fontanelle”, che si è rivolto alla Procura della Repubblica. Ma le sue speranze sono state gelate, «perché è stato tutto archiviato», dice Raspa, che non sa più a chi rivolgersi e vuole invitare il sindaco Marco Alessandrini, «che qui si è visto un paio di volte, e il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso».
«Da 24 anni sono qui e non ho mai visto un intervento di manutenzione», segnala una donna che preferisce mantenere l’anonimato ma che mostra tutti i segni dell’incuria, al civico 39. «Dal lavello della mia cucina esce schiuma e arriva un cattivo odore, ma mai nessuno si è preoccupato di capire perché, nonostante le segnalazioni al Comune. E vigili, per liberare una grondaia otturata, l’hanno dovuta bucare, per cui piove da un tubo, in strada». Nello stesso palazzo le chiazze di umidità emergono ovunque, dall’atrio alle scale, e un inquilino è stato costretto «ad investire tutti i risparmi per rifare il bagno, dove cadevano le mattonelle. Ho speso 12mila euro», dice, «e ora dovrò intervenire anche nella camera da letto di mio figlio, pagando personalmente, perché rispondono sempre che non ci sono soldi». In alcuni alloggi, fa notare Raspa, «si vive con i secchi per terra e l’avvicinarsi dell’inverno preoccupa». «Da noi, al 48, piove in bagno e in cucina», dicono due coniugi esasperati. Le cose non vanno meglio nelle aree aperte. «C’è una perdita d’acqua in fondo alla strada da due anni, e non si sa neppure di chi sia la competenza», uno dei palazzi è senza portone, un altro ha solo una parte della vetrata, non tutti i citofoni funzionano, le reti di acqua e luce sono insicure e vengono manomesse per gli allacci abusivi, una delle telecamere (quella all’altezza del civico 37) è rotta da chissà quanto tempo». E poi, ancora, gli spazi chiusi con le vetrate sono inutilizzati e anche lì stanno spuntando le macchie dell’umidità. Il cantiere per la copertura del fosso «è fermo da un anno, i rifiuti ingombranti giacciono in strada e la pulizia lascia molto a desiderare. «Le segnalazioni le facciamo, all’Ater e al Comune, ma non ci ascoltano. Qui i diritti sono solo dei delinquenti, che occupano le case e spacciano, eppure noi paghiamo regolarmente. È possibile che i politici si ricordino di noi solo quando di vota? ».
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