«Fontanelle, senza sottopasso è crisi nera»

Residenti e commercianti della zona: da quando hanno chiuso il tunnel per sicurezza niente affari e percorsi allungati
PESCARA. «La chiusura del sottopasso ci sta massacrando». Questo è il grido d'allarme che lanciano residenti e negozianti di via Fontanelle che, lo scorso 26 agosto, si sono visti, nel giro di dieci minuti, transennare e dunque inibire al transito, sia in auto che a piedi, il sottopasso ferroviario che permette di raggiungere da un lato via Tiburtina e dall'altro via Tirino. La chiusura si rese necessaria in seguito a una diffida della procura al Comune perché le pompe «per caratteristiche e capacità, risultano assolutamente inidonee a fronteggiare ulteriori allagamenti». L'obiettivo è quello di evitare che possa ripetersi la tragedia dello scorso mese di dicembre quando una donna, Anna Maria Mancini di 57 anni, perse la vita a causa dell'allagamento.
«Prima», ricorda in coro chi vive e opera nella strada, «ci hanno detto che sarebbe rimasto chiuso dieci giorni, poi un mese, ma qui ormai è passato un mese e mezzo e non si è mai visto nessuno al lavoro. È una situazione ormai insostenibile». In fase di chiusura del sottopasso, lo scorso 27 agosto, il vice sindaco Enzo Del Vecchio aveva rassicurato i cittadini: «Dobbiamo individuare le nuove pompe idonee secondo gli standard di sicurezza, poi, disporre l’acquisto e farle montare la nostra previsione realistica è che la chiusura del sottopasso durerà una decina di giorni». Già pochi giorni dopo, quel tempo di attesa per la fine dei lavori si era allungato. Sempre Del Vecchio il 4 settembre aveva detto: «Entro settembre sarà completato e abbiamo dato il via a un sistema di monitoraggio e avviso per il sottopasso ferroviario in località Fontanelle. In caso di allagamento il sistema “chiude” il sottopasso e tramite allarmi e display inibisce il transito veicolare». Siamo ormai quasi a metà ottobre ma i residenti attendono ancora la riapertura e si lamentano. «Il pomeriggio non si vede un'anima», racconta Anna Paolini della panetteria La Fragranza, «sto qui da sola e non ci sono clienti. Da quando hanno chiuso gli incassi sono decisamente scesi ma i pagamenti sono rimasti sempre gli stessi. Per fare un esempio, prima chi vive al di là del sottopasso veniva a prendere il pane ora non più. Qui già all'epoca della costruzione la strada rimase chiusa per due anni a causa dei lavori e l'hanno fatti pure male. Questa volta nessuno ci ha avvisato, l'abbiamo appreso dai giornali. All'inizio erano dieci giorni, poi un mese, ma qui è ancora tutto chiuso». Disagi anche per i clienti: «Non è possibile fare tutto il giro per arrivare in via Fontanelle, il giro è troppo lungo e io spesso ci rinuncio». Problemi anche per molti studenti che prima andavano a prendere la linea 38 in via Tiburtina e che adesso devono essere accompagnati in auto dai genitori e per gli anziani che si recavano a piedi all'ufficio postale. «Per fare venti metri», dice una residente, «devo percorrere un chilometro. Il problema è che non vediamo mai nessuno lavorare».
«Almeno avrebbero potuto lasciare il passaggio pedonale», sottolinea Fabio Melena della tabaccheria omonima, «abbiamo chiamato il Comune per un mese tutti i giorni, il lavoro ci è sceso del novanta per cento, ci sta massacrando. A chi ha un'attività lo rovini in questo modo, lo metti in mezzo a una strada. Se non riapriranno a breve sarò costretto a trasferirmi, altrimenti di questo passo chiuderemo».
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