Forconi: sequestreremo le case delle prostitute
Nuovo passo contro lo sfruttamento. Il consigliere: il censimento degli immobili è quasi terminato
MONTESILVANO. Tolleranza zero da parte dell’amministrazione De Martinis nei confronti della prostituzione, con particolare riferimento a quella esercitata all’interno degli appartamenti. La nuova amministrazione ha deciso di non perdere di vista l’obiettivo perseguito attraverso diversi strumenti dal sindaco Maragno che, soprattutto nell’ultimo anno del suo mandato, aveva messo in campo una vera e propria strategia composta da diversi elementi per riuscire ad arginare un fenomeno particolarmente avvertito a Montesilvano.
Pannelli luminosi, telecamere, un nucleo dei vigili urbani antiprostituzione con servizi dedicati, multe salate ai clienti e una campagna di comunicazione dai toni forti, oltre all’attività dei volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII: sono alcuni degli strumenti ideati per salvare le donne dalla strada e spingere i clienti a fare un passo indietro. Alla prostituzione in strada, però, si affianca anche quella in appartamento, decisamente più nascosta e difficile da reprimere. Ma non impossibile. È questo l’obiettivo del nuovo sindaco e del consigliere con delega alla sicurezza Marco Forconi che, come lui stesso annuncia: «Il censimento delle palazzine in cui si esercita tale pratica è quasi terminato: un lavoro mai svolto da nessuna amministrazione comunale in precedenza e che si rende necessario in un'ottica di una sempre più stretta collaborazione con le forze dell'ordine».
Come ricorda Forconi, «appare conforme alla legge e, in particolare, all'articolo 321 del Codice di procedura penale, il sequestro dell'immobile in condominio, al cui interno i conduttori in affitto siano dediti esercitare il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione. Scopo del sequestro è impedire che l'immobile sia suscettibile di un impiego criminoso, così come stabilito dalla Cassazione». Forconi riferisce che a Montesilvano il fenomeno in appartamento sembra essersi «riacutizzato da qualche anno, senza contare che molte prostitute sono oramai anche vettori attivi di traffico di stupefacenti. Pur in mancanza di legislazione nazionale (reati sono lo sfruttamento e il favoreggiamento, non la prostituzione in sé), il Comune si farà portavoce di tale tematica nei tavoli prefettizi. È impensabile credere di poter debellare la prostituzione attraverso campagne mediatiche senza la promozione di atti concreti e innovativi».

