Formidabili quegli anni Pop di Ceroli, Burri e Baj

20 Luglio 2016

PARMA. Opere di de Chirico, Burri, Enrico Baj (nella foto), Schifano, Mambor, Baruchello, Giosetta Fioroni, Mario Ceroli e molti altri racconteranno la via italiana alla Pop Art in una grande mostra...

PARMA. Opere di de Chirico, Burri, Enrico Baj (nella foto), Schifano, Mambor, Baruchello, Giosetta Fioroni, Mario Ceroli e molti altri racconteranno la via italiana alla Pop Art in una grande mostra allestita dal 10 settembre all'11 dicembre negli spazi della Fondazione Magnani Rocca, a Mamiano di Traversetolo (Parma). Nella cosiddetta 'Villa dei capolavorì, saranno esposti circa 70 lavori realizzati dai protagonisti di una indimenticata stagione dell'arte internazionale e provenienti da importanti istituzioni pubbliche e prestigiose collezioni private. Con il titolo “Italia Pop. L'arte negli anni del boom”, la rassegna è stata curata da Stefano Roffi e Walter Guadagnini, che per realizzare questo spaccato della produzione artistica nazionale tra gli anni '60 e '70 hanno preso le mosse da due capolavori custoditi nelle raccolte della Fondazione: “Piazza d'Italia” di Giorgio de Chirico e “Sacco” di Alberto Burri, due fonti primarie, storiche, dell'approccio italiano alla contemporaneità, alla figurazione e all'oggetto. La loro rilevanza nel percorso ideato dai due curatori intende infatti sottolineare come, a proposito dell'opera di autori quali Mario Schifano o Tano Festa, la critica avesse in un primo tempo parlato della nascita di una 'neo-metafisicà.

Senza contare che lo stesso Schifano arrivò ad omaggiare Giacomo Balla e il Futurismo in due serie pittoriche centrali nel suo sviluppo espressivo. Partendo da questi presupposti, la mostra metterà a fuoco quelli che sono stati i veri e propri predecessori del linguaggio della Pop Art italiana, attivi dall'immediato dopoguerra. In un paese che andava aprendosi a inediti stili di vita, capaci di generare naturalmente anche nuove immagini, ecco dunque le visioni di Gianni Bertini, Enrico Baj, Mimmo Rotella, Fabio Mauri, che erano riusciti a cogliere, prima di altri, quel clima culturale e sociale che andava maturando dagli anni '50. Tanto che le loro opere si pongono, stilisticamente e temporalmente, a fianco di quelle dei neo-dadaisti statunitensi come Jasper Johns e Robert Rauschenberg o degli esponenti del Nouveau Realisme. Sempre in quel periodo, autori come Schifano, Renato Mambor, Gianfranco Baruchello iniziavano a riflettere sui temi dello schermo e dell'oggettualità della pittura, ponendo le basi per lo sviluppo della vera e propria stagione d'oro della Pop Art italiana tra il 1960 e il 1966.