Forte: più sicurezza sul lavoro In Senato un minuto di silenzio

14 Settembre 2023

Il cordoglio di La Russa: «Uniti per fermare questo stillicidio». Scontro Marsilio-Acerbo

PESCARA. I vertici dello Stato si fermano per i morti di Casalbordino, Giulio Romano, Fernando Di Nella e Gianluca De Santis: un minuto di silenzio ieri al Senato, per un’incredibile coincidenza proprio prima di una seduta dedicata alla sicurezza sul lavoro. «Tutti – governo, maggioranza e opposizione e qualunque organismo dello Stato – facciano di più», dice il presidente del Senato Ignazio La Russa, «per contrastare questo stillicidio di morti e tragedie che colpiscono fortemente non soltanto la nostra umanità, ma la convivenza civile della nostra nazione. Dopo quest’altra tragedia, che si aggiunge alle tante, dobbiamo associarci alle parole del Presidente della Repubblica». «È una guerra», gli fa eco il senatore Franco Zaffini (FdI), presidente della commissione Lavoro, «lasciamo sul campo centinaia di vittime, servono misure straordinarie».
Tre anni fa, Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, celebrò una messa per le tre vittime dell’esplosione: si chiamavano Carlo Spinelli, Paolo Pepe e Nicola Colameo. «Viene a confermarsi», dice adesso l’arcivescovo, «che il trattamento delle polveri esplosive è ad alto rischio e in Abruzzo continua a produrre morte e dolore. Una riflessione seria è doverosa e necessaria da parte di tutti gli enti che hanno responsabilità e compiti nella filiera e richiede da chi ha ruoli politici che la sicurezza sul lavoro sia assicurata e garantita al massimo per tutti». La dichiarazione di Forte è un appello alla politica: «Più che mai urgente è garantire l’efficacia delle politiche di prevenzione dei rischi. Sono vicino alle famiglie delle vittime».
Il presidente della Regione Marco Marsilio (FdI) dice: «Lascia sgomenti il precedente di soli tre anni fa, di fronte al quale non possiamo esimerci dal riflettere e chiederci se non siano state adottate tutte le misure previste in un’attività classificata ad alto rischio come questa fabbrica. La risposta, ovviamente, non può che venire dalla magistratura e dall’inchiesta che dovrà appurare le cause, ma comprendo i sentimenti di rabbia e dolore dei lavoratori esposti in tre anni a due tragedie mortali di questa dimensione». Marsilio continua: «Dobbiamo tenere sempre alto il livello di sicurezza sui luoghi di lavoro per evitare che continuino a verificarsi simili incidenti».
Al governatore replica il segretario nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo, autore nel 2020 di «tre corposi esposti» sulla Esplodenti Sabino: «Le dichiarazioni di Marsilio sono sconcertanti. Evidentemente il presidente non sa che è stata la Regione a decidere di non sottoporre a Via la richiesta di ripresa attività dopo il sequestro di tre anni fa. Marsilio evidentemente ha talmente attenzionato la vicenda che neanche ha seguito il percorso autorizzativo da parte della Regione. E meno male che dichiara che bisogna tenere alto il livello di attenzione». Acerbo entra nei dettagli: «È pazzesco che, con un processo imminente sulla precedente strage, sia stata sciaguratamente consentita la riapertura con una procedura semplificata. La Regione ha persino deciso di non assoggettarla alla procedura di Via fermandosi al mero screening nonostante puntuali osservazioni di associazioni e della stessa Provincia di Chieti in cui si sollevavano pesanti questioni a cui non è stata neanche data risposta».
Ora, la politica piange i morti: «Lascia sgomenti dover prendere atto di come questa non sia la prima volta che un evento simile si verifichi nella stessa azienda», commenta Etel Sigismondi, senatore vastese di FdI, «le indagini stabiliranno le esatte cause e dinamiche dell’ennesimo drammatico avvenimento che sottolinea l’urgente necessità di affrontare con ancora maggiore determinazione la questione della sicurezza sui luoghi di lavoro anche con modifiche all’attuale normativa». La senatrice del M5S Gabriella Di Girolamo interviene con tre domande: «Com’è stato possibile? Cosa è stato fatto in questi anni per la sicurezza di quella fabbrica? Quali provvedimenti sono stati adottati? Le morti sul lavoro sono una piaga del nostro Paese e in Abruzzo lo sappiamo bene, vista l’impennata registrata negli ultimi mesi. Sono necessari controlli stringenti, che devono essere decisamente più incisivi, maggiori tutele e garanzie per chi lavora». Il senatore Pd Michele Fina: «Siamo ormai a un’inaccettabile mattanza. Non si può prescindere da una riflessione doverosa e necessaria, che coinvolga tutti gli enti che hanno responsabilità e compiti nella filiera». «C’è un esercito di lavoratori che esce la mattina e non ha certezza di rientrare a casa. Questo non è più tollerabile», afferma il senatore di FdI, Guido Liris, «in aula al Senato insieme ai miei colleghi ho votato a favore di una mozione che va proprio nella direzione di inasprire le normative in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, prevedere maggiori e più severi controlli perché il tema è di quelli che non possono essere più rimandati».
«Questo governo», dice il deputato della Lega Alberto Bagnai, «ha posto tra i temi prioritari quello della sicurezza sul lavoro, che richiede un’attenzione particolare in contesti che, come quello oggi colpito, sono esposti a rischi, e per questo continueremo a chiedere ulteriori risorse per formazione, prevenzione e controlli». «I dati», dice il deputato di Azione, Giulio Sottanelli, «ci dicono che nel primo semestre del 2023 ci sono stati 14 morti sul lavoro in Abruzzo, dato raddoppiato rispetto a quelli del 2022. Questi dati ci devono far riflettere sulla necessità di una maggiore sicurezza per i lavoratori».
«Una nuova profonda ferita per tutto l’Abruzzo», commenta il consigliere regionale del M5S Francesco Taglieri, «è doveroso da parte delle istituzioni aprire un’attenta riflessione sulla sicurezza sul lavoro, particolarmente in una regione come l’Abruzzo che ogni anno registra dati sempre più allarmanti».
«Siamo vicini alle famiglie delle vittime e auspichiamo che si faccia piena luce sull’accaduto. Di certo», dice Daniele Marinelli, segretario regionale del Pd, «si tratta di un altro, terribile monito sulla necessità di un maggiore impegno per la sicurezza sui luoghi di lavoro». «Restiamo sgomenti di fronte alla tragedia di Casalbordino», afferma Leo Marongiu, segretario del Pd di Chieti. «Impossibile trattenere rabbia e dolore per altre tre vittime strappate alle vita e alle loro famiglie», dice Camillo D’Alessandro, coordinatore regionale di Italia Viva, «non si può morire così, non si può morire al lavoro. Sulla sicurezza dei lavoratori siamo in emergenza nazionale da troppo tempo».
«Apriamo una seria e profonda riflessione sulla sicurezza», dice il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, «per la quale nulla deve essere lasciato al caso e rispetto alla quale non devono esserci sconti per nessuno».