INTERVISTA

Toppetti: «Forza Italia perde la bussola Ecco perché sto con Vannacci»

11 Luglio 2026

La consigliera replica alle accuse: «Nessun calcolo, penserò solo a Pescara»

PESCARA

«Sono convinta che Pescara mi abbia riconfermata per due volte come la donna più votata perché voleva che andassi avanti, non che tornassi indietro. E i vertici di Forza Italia hanno perso la bussola. Questa è la verità». Secondo l’opinione pubblica, si è mossa per puro calcolo politico – questi, almeno, sono i commenti che circolano sui social – tradendo il centrodestra che diceva di amare non appena è sfumata la riconferma all’assessorato alla Pubblica istruzione, dopo le elezioni parziali dell’8 e 9 marzo. Valeria Toppetti, consigliera comunale e da giovedì scorso ex forzista, porta però sul tavolo il peso di un primato: le sue 932 preferenze l’hanno resa la donna più votata dell’ultima tornata elettorale di Pescara. E l’inaspettata esclusione dalla giunta Masci ha dato il via a una sorta di opposizione condotta all’interno della stessa maggioranza, bilanciata per mesi da un attivismo costante della Toppetti sul territorio. Così si è compiuto lo scenario che avevamo già preannunciato: il passaggio a Futuro Nazionale insieme al consigliere comunale Cristian Orta, ex Fratelli d’Italia. Una decisione consolidata a un mese dall’assemblea costituente e dal patto con il Generale Roberto Vannacci. Ma per difendere le ragioni della sua scelta e respingere le accuse di opportunismo, la Toppetti ha affidato ieri mattina la sua verità ai microfoni di Radio il Centro Super Hit.

Consigliera Toppetti, molti le contestano che il passaggio a Futuro Nazionale sia arrivato solo dopo la mancata riconferma da assessore. Cosa risponde a chi dice che, se fosse rimasta in giunta, oggi sarebbe ancora in Forza Italia?

«Credo che il merito sia un tema centrale. In Futuro Nazionale la libertà, la coesione territoriale, la giustizia sociale, il contrasto alla criminalità, la promozione della legalità, la civiltà cristiana con radici greco-romane, la cultura italiana e, infine, la difesa della sanità, sono valori che oggi devono essere tutelati con forza. E sono gli stessi valori in cui ho creduto quando sono entrata in Forza Italia».

E nel suo vecchio partito non si riconosce più?

«I vertici di Forza Italia, evidentemente, hanno un po’ perso la bussola. Ecco perché mi rivolgo al Generale Vannacci, perché oggi è l’unico che ha il coraggio di dire la verità e ha la forza necessaria per risollevare il nostro Paese. Lo dico da madre di quattro figli e da donna immersa nel sociale: l’Italia è un Paese che soffre e che quindi ha bisogno di essere guardato con attenzione».

Quando dice che Forza Italia ha perso la bussola, che cosa intende?

«A livello locale, il mancato rispetto della meritocrazia è un disvalore perché credo che chi raggiunge un certo risultato e lavora con amore, cura e dedizione è giusto che vada avanti».

E a livello nazionale?

«Mi sembra ormai evidente che il partito si stia rivolgendo sempre di più a sinistra: basti pensare che la legge sul fine vita è partita proprio da Forza Italia. Sono assolutamente contraria a quel disegno di legge e l’ho detto anche esplicitamente sui social, un mezzo di comunicazione che uso per avere un rapporto diretto con la città e con il mio elettorato. Ormai questa situazione è evidente, non c’è bisogno che lo dica io. Nonostante ciò continuo a credere nei valori tradizionali, nella difesa della vita e della famiglia. E in questo mi riconosco nei valori che il Generale Roberto Vannacci promuove».

Lei, fin’ora, ha sempre tenuto un profilo moderato. Il partito di Vannacci viene però descritto, anche dalla stessa destra, come un gruppo che si avvicina a delle posizioni più estreme. Come si sente dunque a entrare in Futuro Nazionale?

«Io resterò sempre me stessa, perché non c’è altro modo in cui possa vivere, lavorare, essere un genitore e fare politica. Sono certa che molto di ciò che si dice oggi su certi temi sia strumentalizzazione: quando nasce una forza così dirompente, che in un mese e mezzo arriva al 7% e forse oggi è all’8%, si generano preoccupazione, paura e, di conseguenza, tante strumentalizzazioni. Ho letto lo statuto di Futuro Nazionale e ci ho ritrovato tutti i valori in cui credo: l’amore per la nostra terra, l’amore per la patria. L’Italia ha ormai quasi un problema di autostima e questo non è tollerabile. Tutto questo non toglie nulla alla vicinanza con la gente: anzi, la gente vuole la verità. E Futuro Nazionale parla in mezzo alla gente e alla gente. Dicono che parli alla pancia, ma non è così».

E che cosa dice?

«Le persone non vogliono temi astratti e ideologici, vogliono sicurezza, vogliono poter lavorare e gestire la loro quotidianità in tranquillità. È un po’ come in una famiglia: ieri spiegavo ai miei figli le ragioni della mia scelta, perché ho quattro figli adolescenti anch’essi immersi nella vita della città. Ho spiegato loro che, come madre, ho il dovere di occuparmi prima di tutto dei miei quattro figli, che mi sono stati affidati e solo dopo posso occuparmi degli altri adolescenti. È una metafora per parlare dell’Italia e della difesa degli italiani: allo stesso modo è giusto occuparsi prima dei propri figli e poi dei figli degli altri. Se mi occupassi di tutti gli adolescenti trascurando i miei, non sarei una buona madre. Ci vuole il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e in questo ho piena fiducia nel Generale Vannacci».

Lo stima…

«Sì, è un uomo che ha tre lauree, parla sette lingue, ha vestito la divisa per difendere il nostro Paese e ha maturato esperienze che gli conferiscono una visione molto concreta della vita. Credo che possa davvero permettere all’Italia di riprendere un passo che purtroppo sta smarrendo».

Lei è cattolica praticante. Papa Leone XIV ha ribadito che gli Stati hanno il diritto di governare i flussi migratori, ma ha richiamato anche il dovere dell’accoglienza e del rispetto della dignità di ogni persona, oltre a dire che la remigrazione non è una risposta cristiana. Come concilia questi princìpi con le idee di Futuro Nazionale?

«Per quanto riguarda il mondo della Chiesa, io ne sono parte e ci tengo moltissimo. Ciò che il Generale Vannacci dice è che bisogna rispettare le regole: lo diceva e lo dice anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, tanto è vero che tutte le azioni del governo vanno in questa direzione. Tutto ciò che viene detto in più è strumentalizzazione. Quello che si porta avanti è il dovere di rispettare le regole: questo è il tema».

Si vede candidata alle politiche del 2027?

«Assolutamente no. Ho scelto Futuro Nazionale perché credo che i miei valori siano rispettati e promossi dal generale Vannacci e da questo progetto. Penserò a lavorare per il bene di Pescara e della mia comunità. Alle liste e alle candidature penseranno altri».

E come si posizionerà ora in Consiglio comunale?

«Nei prossimi giorni io e il consigliere comunale Cristian Orta formalizzeremo il gruppo di Futuro Nazionale all’interno del gruppo misto. Resteremo lì, dunque, come Futuro Nazionale e decideremo di volta in volta se votare a favore o contro le proposte della maggioranza, a seconda delle situazioni. Ci sentiremo liberi di appoggiare o meno i progetti della giunta Masci, per il bene della città».

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