Forze dell’ordine: legge doppione
Il Governo impugna la norma regionale sull’esonero ticket. Sospiri: ricorriamo
PESCARA. «La Regione Abruzzo resisterà all'impugnazione, da parte del Consiglio dei Ministri, della legge 27 del dicembre 2021 con cui abbiamo disposto l'esonero dalla compartecipazione sanitaria per tutti gli esponenti delle Forze Armate, Forze di polizia, Protezione civile, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della Polizia locale». Lo annunciano il Presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri e il capogruppo della Lega, Vincenzo D'Incecco, commentando il provvedimento del Governo che dà lo stop alla legge sull’esenzione ticket per le Forze dell’Ordine perché, in sintesi, è stata ritenuta un doppione.
«La Regione Abruzzo ha adottato negli ultimi anni una serie di iniziative tese a sostenere i rappresentanti delle Forze dell'Ordine con azioni concrete e tangibili», affermano Sospiri e D'Incecco, «a partire dall'utilizzo gratuito dei mezzi di trasporto pubblico per i pendolari, una misura che anzi mirava anche a incentivarne l'uso al fine di garantire maggiore sicurezza a bordo degli stessi mezzi. Assicurare agli esponenti delle Forze Armate e dell'Ordine l'esonero dalla compartecipazione alla spesa sanitaria significa dimostrare attenzione per chi ogni giorno lavora a difesa dei cittadini».
Ma il Governo considera la norma abruzzese «meramente riproduttiva» delle disposizioni statali che stabiliscono un diritto all'esenzione analogo per le stesse categorie.
Il consiglio dei ministri ritiene inoltre che la legge regionale «non può non ingenerare il dubbio che venga ad essere erogato un livello ulteriore di assistenza, che la Regione non può garantire». Fra l'altro il Governo sostiene che la Regione Abruzzo, proprio perché interessata dal piano di rientro, è assoggettata per legge statale al divieto di spese non obbligatorie. «Ma con i nostri uffici legali regionali», dicono il presidente Sospiri e il capogruppo D'Incecco, «verificheremo le obiezioni sollevate dal Consiglio dei Ministri, accerteremo le possibili eventuali migliorie necessarie per ottimizzare il provvedimento legislativo, e resisteremo, sicuri delle nostre ragioni». (c.s.)

