Francavilla ancora senza consultorio per un altro mese

Ma la Asl rassicura: fra trenta giorni riprendono le attività Slitta a dicembre il trasferimento del 118 a San Franco
PESCARA. Consultorio, 118, Uccp e Usca. A distanza di due mesi dal sopralluogo del manager della Asl di Chieti Thomas Schael, Francavilla resta alla finestra per capire le tempistiche circa il ripristino di alcuni servizi e il via ai lavori per gli altri.
A metà luglio erano stati proprio i vertici della sanità a ipotizzare il mese di settembre come quello per la ripresa delle attività consultoriali, richieste a gran voce anche dai comitati cittadini che si sono venuti a formare dopo lo stop a seguito del Covid. Nella sua visita in città, Schael, accompagnato dal sindaco Antonio Luciani, aveva individuato anche i locali dell'ex Omni, attualmente occupati dagli uffici della polizia municipale, come quelli idonei. Superata la metà del mese però, e senza che nulla sia cambiato, i diretti interessati sono tornati a far sentire la loro voce. Una voce a cui la Asl risponde, annunciando lo slittamento di circa 30 giorni rispetto a quanto ipotizzato, ma rassicurando sulla ripresa delle attività.
«La sede dell'ex Omni è stata individuata», si legge in una nota. «Non al piano terra, dove si era detto all'inizio, ma a quello superiore, attualmente occupato dai vigili. Questi lasceranno gli spazi a metà ottobre e subito verranno trasferite le attività consultoriali, poiché quegli spazi non necessitano di alcun lavoro».
L'importanza del ripristino del consultorio, chiuso dall'inizio di marzo per fare spazio alle emergenze legate all'arrivo del Covid, è un tema su cui anche il sindaco Luciani ci tiene a intervenire: «Auspichiamo la rapida ripresa del servizio, molto utilizzato soprattutto dalle donne della nostra città. Come amministrazione abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità, trovando gli spazi in cui ospitarlo. Sappiamo che ci sono anche altri servizi che la Asl ritiene di primaria importanza, come ad esempio l'Usca, a cui occorre trovare una collocazione, ma senza nulla togliere alle altre prestazioni si avverte in città la necessità di riattivare il consultorio».
Discorso analogo può essere fatto per il trasferimento del 118 a San Franco. Gli ex uffici della Hera, individuati come sede già a fine 2019, necessitano di lavori per un ammontare di 42mila euro. Per farli la Asl stima che servano almeno tre mesi, ipotizzando l'ingresso a partire da dicembre. Per i sanitari si tratterebbe di una boccata di ossigeno dopo un anno di impasse, ma soprattutto dopo tanto tempo trascorso nell'attuale sede di viale Nettuno che presenta non poche criticità.
Sul discorso Usca (Unità speciale di continuità assistenziale), pensata in funzione del coronavirus, la Asl fa sapere che è stata individuata la ditta incaricata di eseguire piccoli lavori in alcuni locali posti accanto a quelli dei vigili, in modo da renderli autonomi, mentre sul capitolo Uccp è arrivata la firma della convenzione tra Asl, Comune e Regione. Era il tassello mancante per dare il via al bando di gara dei lavori da 1 milione di euro all'interno dell'ex Padovano.
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