Francavilla, case popolari: progetto fermo in Comune

30 Ottobre 2019

Da oltre un anno l’opera nell’area dell’ex Unrra è in attesa della convenzione e della delibera del consiglio. Campli: «Presto il documento in assemblea»

FRANCAVILLA AL MARE. È bloccato da oltre un anno il progetto per la realizzazione di edilizia popolare a Francavilla al Mare, all'interno dell'area ex Unrra.
L'iniziativa, firmata dalla cooperativa Sage Habitat, è stata infatti formalizzata negli uffici comunali il 9 luglio 2018, ma ad oggi manca ancora la delibera da parte del consiglio per dare il via libera alla realizzazione dell'opera. L'area per la realizzazione dell'edificio da dedicare a chi ne ha più bisogno, è stata già individuata nella zona che si trova davanti al liceo scientifico. È stata anche opzionata attraverso la stipula di un contratto preliminare, che adesso dopo 13 mesi è in scadenza.
«Parliamo di una zona adibita all'edilizia Peep (Piani per l'edilizia economica e popolare)», spiega l'architetto Domenico Chiola. «A Francavilla purtroppo manca una convenzione che ne disciplina le modalità di realizzazione e soprattutto quelle di utilizzo ed è proprio questo che è stato chiesto al Comune. Da parte dell'amministrazione abbiamo sempre avuto risposte rassicuranti, ma dopo quasi un anno e mezzo dalla presentazione del progetto la situazione ancora non si sblocca».
Questa convenzione in sostanza dovrebbe andare a fissare i criteri per poter accedere alle abitazioni, il cui costo al metro quadro non dovrebbe eccedere i 1700 euro. «Le agenzie immobiliari hanno ricevuto diverse richieste da parte di utenti interessati, ma purtroppo a oggi non è possibile dare risposte». Pochi giorni fa Domenico Di Marco, presidente regionale dell'Agci (Associazione generale cooperative italiane) ha incontrato il sindaco Antonio Luciani, il quale ha manifestato ancora una volta il suo benestare al progetto. Per andare avanti però, serve la delibera dell'assessore all'urbanistica, Davide Campli, che dal canto suo interviene sull'argomento: «Ci stiamo lavorando e nel prossimo consiglio comunale presenteremo il documento all'assemblea», assicura. «Il nostro non è solo un atto dovuto, ma occorre ragionare sulla base di leggi e normative molto complesse per capire come articolare la convenzione e valutare a chi il progetto si può rivolgere. Ci sono alcuni criteri tra cui la fascia di reddito del beneficiario, l'attribuzione di prima casa, il divieto di speculazione edilizia e una lunga serie di cavilli che necessitano di attenzione. Anche se è vero che la proposta è stata presentata a luglio 2018, a me la comunicazione è arrivata solo il 5 settembre. Con la maggioranza abbiamo già accennato la questione e c'è un accordo di massima per dare il via libera».