Francavilla, contestate le firme di Luciani

Non si placano, a Francavilla, le polemiche e le discussioni riguardanti il palazzo Sirena che l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonio Luciani, vorrebbe con forza demolire, ma sul...
Non si placano, a Francavilla, le polemiche e le discussioni riguardanti il palazzo Sirena che l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonio Luciani, vorrebbe con forza demolire, ma sul quale è in corso la verifica della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo di Chieti in merito all’interesse culturale ed etno-antropologico dell’edificio. L’altro ieri il primo cittadino ha consegnato una relazione con 22 allegati (tra questi anche le 1700 firme raccolte in piazza) per chiedere che non venga apposto alcun vincolo. «Le firme raccolte da Luciani», sottolinea il consigliere di minoranza Stefano Di Renzo (nella foto), «sono irricevibili dalla Soprintendenza, perché raccolte sul presupposto di una falsa affermazione, ossia che il palazzo fosse chiuso da trent’anni. Per questa ragione scriverò al sovrintendente, allegando le foto in nostro possesso che dimostrano come il palazzo fosse aperto e vitale fino al 2011, e chiederò di non tenere in considerazione le firme. Con l’insediamento di Luciani nel 2011 si è volutamente lasciato all’abbandono la struttura. Sono sbalordito dalla perdita di lucidità del sindaco, va bene perorare le proprie cause ma arrivare a porre in essere una scientifica disinformazione è scorretto, la città deve conoscere la verità».
Il comitato Risorgi Sirena sulla sua pagina Facebook auspica ancora che si possa arrivare a un concorso di idee a cui possano contribuire tutte le professionalità dell’architettura: «Il sindaco ha scritto cose molto discutibili nei confronti del palazzo che tutti noi amiamo in quanto simbolo della nostra città e sede, per oltre cinquant'anni, della quasi totalità degli eventi organizzati a Francavilla». (l.z.)

