Francavilla contro il progetto Elsa

18 Settembre 2014

Il Comune si schiera contro il petrolio: «Rischio danni per litorale e turismo»

FRANCAVILLA. Il Comune di Francavilla si schiera in prima fila nella battaglia contro il progetto Elsa, che prevede la trivellazione in mare di un pozzo petrolifero localizzato a meno di 4 miglia dalla costa, in direzione del Lido Riccio di Ortona. Non è caduto nel vuoto l’appello alla mobilitazione del Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, che ha sollecitato enti e cittadini a presentare entro il 28 settembre, le osservazioni per la Valutazione di impatto ambientale nazionale, al progetto della società Petroceltic Italia. «Ci contrapporremo con tutte le nostre forze anche a questo ennesimo ufo che minaccia il nostro ecosistema e tutta l’economia del litorale abruzzese, basata essenzialmente su ricettività turistica, sostenibilità ambientale e sviluppo dell’enogastronomia tipica della nostra Regione», assicura il sindaco Antonio Luciani, ricordando che la scelta si pone «in continuità con la nostra ferma e decisa opposizione a Ombrina Mare 2, contro la quale abbiamo approvato anche un documento in consiglio comunale, oltre al parere negativo espresso in commissione parlamentare a Roma, insieme a tutti i Comuni costieri abruzzesi». Relativamente al Progetto Elsa, il sindaco annuncia che «il neo assessore comunale all’Ambiente, Gianluca Bellomo, docente di Diritto pubblico dell’ambiente all’Università d’Annunzio di Pescara, insieme ai competenti uffici del nostro ente, sta già preparando le proprie osservazioni da presentare entro il 28 settembre per la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via), nelle quali sarà espresso parere assolutamente negativo nei confronti del Progetto Elsa».

«Ci uniremo nella battaglia contro Elsa e qualsivoglia altro progetto di trivellazione del nostro mare», rincara Bellomo, «insieme agli altri Comuni costieri abruzzesi, alle associazioni ambientaliste e al Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua. Non è possibile che venga realizzata, a pochi chilometri dalla costa, una piattaforma altamente lesiva del nostro ecosistema, che stravolgerebbe equilibri ambientali e turistici dell’intero litorale abruzzese. La nostra costa non sarà assolutamente trasformata in distretto minerario. D’altronde, la nostra azione amministrativa va in tutt’altra direzione rispetto a quanto prospettato dalla Petrolceltic, la società che vorrebbe realizzare questo mostro dalle conseguenze assolutamente negative per la nostra Regione». (g.g.)

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