Francavilla, il presepe di Santa Cecilia va a fuoco nella notte

29 Dicembre 2019

Le fiamme probabilmente generate da un corto circuito Il presidente Paolini: l’anno prossimo saremo di nuovo qui

FRANCAVILLA AL MARE. Un corto circuito, il fumo, le fiamme. E in meno di quindici minuti il tradizionale presepe di Santa Cecilia è andato completamente distrutto.
A ridurlo in cenere è stato un incendio scoppiato sabato notte dentro la serra che ospitava la costruzione lunga dieci metri e larga quattro, a due passi dal b&b “Il cerchio e la botte” a Francavilla.
Il primo a notare le fiamme è stato un passante, che alle 4,15 ha lanciato l’allarme, chiamando i vigili del fuoco di Chieti. Le fiamme però non hanno risparmiato nulla, nonostante l’arrivo del mezzo di soccorso nel giro di pochi minuti. La capanna in paglia, la cartapesta utilizzata come ornamento, la legna e la plastica non hanno fatto altro che alimentare il fuoco, che rapidamente ha ridotto l’intera serra e tutto il presepe in cenere. Fortunatamente non si sono registrati danni per perone o per le abitazioni non molto distanti, anche se non sono mancati momenti di apprensione.
«Tutta la contrada si è svegliata con un grande senso di tristezza», racconta Roberto Paolini, presidente dell’associazione La Collina di Santa Cecilia, che da sei anni si occupa dell'allestimento del presepe. «Sono stato svegliato nel cuore della notte dalla telefonata di un amico che mi ha avvisato di quanto stava accadendo. Purtroppo il fuoco si è propagato con estrema rapidità, non lasciando alcuna possibilità d'intervenire».
In base a quanto appurato dai vigili del fuoco e dai carabinieri giunti sul posto, ad originare l’incendio è stato un corto circuito partito dall’impianto elettrico presente nella serra. Ma lo stesso Paolini racconta un altro particolare: «Voglio augurarmi che si sia trattato di una disgrazia e niente più. Dico questo perché qualche giorno fa qualcuno ha pensato di andare a prendere le trote che noi avevamo messo nel laghetto del presepe. Ne hanno lasciato solamente una. Noi crediamo si sia trattato di una ragazzata», prosegue, «anche perché il giorno dopo le trote erano state rimesse al loro posto. Non vogliamo pensare ad altro».
Intanto è già partita la gara di solidarietà per ripartire dal prossimo anno: «Tante persone sono venute davanti alla serra ridotta in cenere con le lacrime agli occhi», conclude Paolini, «in molte hanno offerto qualcosa e si sono messe a disposizione per far rivivere quella che ormai era un’istituzione. Per visitare il nostro presepe viene gente da Pescara, Chieti e Teramo, oltre ai francavillesi. E perciò andremo avanti: nonostante il momento di sconforto, il prossimo anno saremo di nuovo qui».
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