Francavilla, la Lega in consiglio Luciani: ma io governo lo stesso

22 Agosto 2019

Mantini e Paolini con il Carroccio. Anche Todisco passa all’opposizione, che guadagna due elementi Il sindaco non si preoccupa: «Un addio che non mi sorprende, rimaniamo pur sempre in 11 contro 6»

FRANCAVILLA AL MARE. Con l’uscita dalla maggioranza dei consiglieri Francesco Todisco e Rocco Paolini e il passaggio di quest’ultimo insieme ad Alessandro Mantini tra le file della Lega, che così facendo entra con due esponenti in consiglio comunale, cambia la scena politica del Comune di Francavilla.
Infatti, se da un lato la maggioranza a sostegno del sindaco Antonio Luciani passa da 13 a 11 unità, dall’altro l’opposizione cresce da 4 a 6 componenti. Facendo una panoramica, insieme al primo cittadino restano il presidente del consiglio comunale Enrico Bruno, in quota Pd, insieme a Tina Di Girolamo, Mario Gallo e Cristina Rapino, i tre di Alleanza Democratica per Francavilla Antonio Iurescia, Davide Campli e Luca Paolucci e i sostenitori di Luciani Sindaco Remo Di Palma, Massimo Nunziato e Valerio Spacca.
Dall’altro lato troviamo Daniele D’Amario di Forza Italia, Livio Sarchese del M5s, i neo leghisti Alessandro Mantini e Rocco Paolini, Francesco Todisco del Gruppo Misto e Stefano Di Renzo ex candidato sindaco.
Come emerso anche durante le scorse settimane, la scelta di Todisco e Paolini di abbandonare la maggioranza è stata la logica conseguenza di oltre un anno di aperto dissenso nei confronti dell’amministrazione comunale guidata da Luciani, culminata con la questione relativa alla pedonalizzazione di largo Orio Vergani, con la mozione approvata dal consiglio e mai attuata.
Ma, se la loro uscita poteva apparire come conseguenza fisiologica dell’ultimo periodo, il primo cittadino ha puntato l’accento sul passaggio di un suo ex sostenitore, Paolini, nello schieramento opposto: «Il consigliere Paolini dovrebbe vedere cosa ne pensano quelli che l’hanno votato nel centrosinistra, dove si è candidato. Inoltre dovrebbe prendere atto che se si fosse candidato nel centrodestra alle ultime elezioni comunali, non avrebbe ottenuto le preferenze necessarie per essere eletto».
Sul punto interviene il coordinatore cittadino della Lega Giovanni Angelucci: «Il passaggio di Mantini è stato abbastanza naturale, mentre per quanto riguarda Paolini appare evidente che ormai non si riconoscesse con l’indirizzo politico dell’amministrazione. Ricordo inoltre al sindaco che lui fece lo stesso qualche anno fa con il consigliere Massimo Nunziato, passato nella sua squadra nel 2011». E Mantini aggiunge: «Luciani dice che Paolini non sarebbe stato eletto con altro schieramento, ma al centrodestra sono mancati circa 30 voti per avere un terzo consigliere. E Paolini ha ottenuto 200 preferenze. Il sindaco continua a mostrarsi sicuro, ma farebbe bene a ricordare come le ultime due commissioni sull’urbanistica sono saltate in quanto non è stata raggiunta la maggioranza».
Lo stesso Luciani però, mostra tranquillità, convinto di avere ancora i numeri per governare: «Rimaniamo pur sempre in 11 contro 6. I consiglieri Todisco e Paolini non partecipavano più alle riunioni da oltre un anno e devo dire che il loro addio non mi ha sorpreso. Non credo che una semplice mozione, come quella per largo Vergani, possa aver determinato la scelta. Evidentemente ci sono state ragioni più profonde». Infine chiude con una battuta: «La vicenda non m’impedirà di continuare a lavorare per il bene della nostra città. Resto pur sempre un inguaribile “terrone”».
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