Francavilla, non c’è l’area per realizzare il nuovo canile
FRANCAVILLA AL MARE. Potrebbe passare ancora molto tempo prima che Francavilla al Mare possa avere un nuovo rifugio, in sostituzione del canile di Valle Anzuca, andato completamente distrutto dopo l'a...
FRANCAVILLA AL MARE. Potrebbe passare ancora molto tempo prima che Francavilla al Mare possa avere un nuovo rifugio, in sostituzione del canile di Valle Anzuca, andato completamente distrutto dopo l'alluvione del dicembre 2013. I tempi per poter disporre nuovamente di una struttura si sono decisamente allungati rispetto ai piani annunciati a dicembre del 2015 dal sindaco Antonio Luciani. In base agli annunci del primo cittadino già nella primavera dello scorso anno la città avrebbe dovuto avere una nuova “casa” per gli amici a quattrozampe ma è passato quasi un anno e la soluzione del problema non sembra affatto vicina.
Tra le ultime tappe di questa vicenda c’è l’avviso per la manifestazione di interesse a vendere un terreno privato per la costruzione del nuovo canile. Hanno risposto tre cittadini, in possesso di altrettanti appezzamenti nelle contrade Piattelli, Coderuto e Piane. Dopodiché c’è stato l'affidamento del servizio di progettazione e pratiche espropriative al geometra Franco Moroni, al quale è stato assegnato il compito di valutare i terreni tenendo conto delle necessità esistenti per la costruzione del nuovo canile.
Purtroppo, fa sapere il sindaco, nessuno di quegli appezzamenti è adattabile: uno non ha proprio i requisiti, un altro non rispetta la distanza dall’autostrada e il terzo è troppo vicino a un fosso. Adesso toccherà a Moroni individuare nel territorio comunale un altro terreno che possa avere le caratteristiche richieste.
Questi i criteri che vanno rispettati: una superficie minima di 2. 500 metri quadrati, la dislocazione nel territorio comunale di Francavilla al Mare, una distanza dai nuclei abitati non inferiore a 300 metri, la presenza su un sito pianeggiante o con pendenza non superiore al 5 per cento. L’area non deve essere gravata da vincoli paesistici, idrogeologici o ambientali di qualsivoglia natura che impediscano l'edificazione di un canile, non deve essere assoggettata a vincoli, servitù o diritti di terzi di qualsiasi natura e deve essere agevolmente raggiungibile da una strada pubblica. I tempi si allungano e di certo non sono soddisfatti tutti quei volontari che quotidianamente si occupano dei cani e gatti della città anche ospitandoli nelle proprie abitazioni. (l.z.)
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