Francesco contro tutte le stragi Prega per il martirio dei cristiani

27 Dicembre 2016

Il pensiero del Pontefice dedicato soprattutto ai bambini vittime nel mondo di conflitti senza fine Da quelli stipati nei barconi o nascosti nei rifugi anti-bombe, a quelli con armi e non giocattoli

DEL VATICANO. Con la «preghiera e il pianto» per i cristiani che ancora oggi nel mondo vengono perseguitati in quanto cristiani, e che in numero maggiore di allora patiscono la stessa «crudeltà» subita dai martiri dei primi secoli, papa Francesco, nell’Angelus di ieri ha suggellato il suo annuncio del Natale. Annuncio che si è centrato sui conflitti nel mondo e sul messaggio di pace che può giungere dai bambini e dai più fragili. Questa la riflessione che ha sviluppato dalla messa della notte del 24 all’Angelus di ieri, passando per il messaggio «Urbi et Orbi» indirizzato ieri dalla loggia di San Pietro e rilanciato in mondovisione. Un altro tema proposto in questi giorni dal Pontefice è stato quello della mondanità: nella messa della notte l’ha condannata per aver «preso in ostaggio» anche il Natale mentre ieri ha ricordato che i cristiani sono odiati - proprio come Gesù - perché si oppongono allo spirito mondano, che genera il male.

A livello personale il Papa ha avuto anche momenti più privati, come la visita che venerdì sera ha fatto a papa Benedetto per portargli gli auguri di Natale, o il pranzo che ieri ha offerto ad alcuni sacerdoti che vivono a Roma. L’Angelus nella ricorrenza di santo Stefano ha spinto papa Bergoglio a ricordare i martiri di oggi, in particolare gli iracheni che ieri hanno celebrato nella cattedrale distrutta. Al centro degli appuntamenti natalizi, il forte messaggio «Urbi et Orbi»: l’annuncio del Natale, ha spiegato, «percorre tutta la terra e vuole raggiungere tutti i popoli, specialmente quelli feriti dalla guerra e da aspri conflitti e che sentono più forte il desiderio della pace».

Francesco ha quindi citato la Siria, con Aleppo, teatro di una delle «battaglie più atroci», ma anche il terrorismo, con un ricordo particolare per chi «è stato ferito ha perso una persona cara a causa di efferati atti di terrorismo». Si è poi soffermato sulla situazione di diversi popoli, dalla Terrasanta a Myanmar, passando per Africa, Sud America, Ucraina e penisola coreana, e sempre chiedendo atti di pacificazione; e oltre ai conflitti, ha ricordato quanti soffrono povertà e esclusione, a tutti i livelli.

Non è mancato neppure lo sguardo sui migranti e sui bambini, «in particolare quelli in situazione di sofferenza, da quelli nei rifugi anti-bombe, stipati sui barconi dei migranti, a quelli con in mano armi e non giocattoli.