Franco Pescara è il nuovo responsabile Cisl

Prende il posto di Umberto Coccia. «A rischio molti posti di lavoro, bisogna investire sulla crescita»
PESCARA. Un mercato del lavoro provinciale che ha perso duemila occupati. E 7.509 famiglie del Pescarese che questa estate (ad agosto) hanno ricevuto il reddito o la pensione di cittadinanza, per un importo medio mensile pari a 527,58 euro. È questo lo scenario in cui avviene il passaggio del testimone ai vertici della Cisl, con Franco Pescara, di Popoli, che prende il posto di Umberto Coccia come responsabile del sindacato per la provincia di Pescara. Coccia lascia l’incarico per raggiunti limiti di età e, per sostituirlo, Pescara è stato nominato all’unanimità dal Consiglio generale Abruzzo Molise.
Pescara è in Cisl dal 1989 come delegato della Fai Cisl all’interno della Crodo, poi Campari, e oggi anche come segretario generale della Federazione agroalimentare della Cisl Abruzzo Molise. «Mi impegnerò al massimo per non tradire la fiducia che mi è stata accordata e le speranze che tante famiglie, lavoratrici, lavoratori, giovani e pensionati, ripongono nel sindacato. La Cisl», queste le parole di Pescara, «è un modello di relazioni anche nei confronti di una classe politica troppo spesso localistica, litigiosa e incapace di fare squadra di fronte ad una provincia che soffre dal 2008. La morsa della crisi, aggravata dalla pandemia, non accenna a finire generando tante vertenze aziendali aperte (dalla Brioni Roman Style di Penne fino alla Riello di Cepagatti). Fino a questo momento l'occupazione», prosegue, «ha complessivamente resistito grazie alla proroga degli ammortizzatori sociali e del divieto di licenziamento. E dove ammortizzatori sociali e welfare hanno fallito, ancora una volta sono intervenute le famiglie, i nostri anziani. A soffrire di più sono sempre i più vulnerabili: donne, giovani e precari», dice ancora.
Poi il monito per il futuro, partendo dai dati più recenti della provincia che parlano di «un incremento del tasso di disoccupazione, arrivato al 9,5%, superando così la media regionale e nazionale».
«Abbiamo occasioni di riscatto che non possiamo assolutamente perdere perché sono a rischio molti posti di lavoro: Pnrr, React Eu, la nuova Programmazione dei fondi europei. Non basterà avere i fondi, se non si saprà spenderli adeguatamente per creare crescita. Nelle scelte future che accompagneranno un piano di sviluppo strategico, condiviso con le parti sociali, è necessario partire dal tessuto economico - produttivo della provincia, che si sviluppa su una struttura di piccole e medie aziende manifatturiere e sul sistema terziario». Questa l’analisi di Pescara che si rifà agli ultimi dati Istat (gennaio - giugno) in base ai quali in provincia le esportazioni sono aumentate, superando i valori del 2008, con un incremento (+16,5%) sostenuto dal valore dei prodotti alimentari e dalla loro competitività, e poi farmaceutici e chimici, macchine ed apparecchi.

