Frane, venti milioni bloccati per una firma

I cantieri sono fermi da mesi in 26 Comuni: manca un nullaosta del ministero La Regione sfida Costa: la situazione è troppo grave, noi diamo il via ai lavori
PESCARA. L’Abruzzo non può più aspettare e lancia la sfida all’inerzia e alla burocrazia che bloccano 20 milioni di euro, soldi attesi da 26 centri dell’intera regione e da molti mesi. I lavori contro le frane partiranno lo stesso, con o senza nullaosta del ministro Sergio Costa. Nessuno dei 26 Comuni, colpiti nel 2017 dall’emergenza del dissesto idrogeologico, ha infatti ricevuto un solo euro dei fondi previsti. Comuni come Lanciano, per la frana di Santa Giusta, Spoltore, per il dissesto di Salita del Castello, Bomba, Castilenti, Bucchianico, Collelongo o Francavilla, a istruttoria ministeriale finita da tempo, non possono dare il via ai cantieri perché manca una firma per sbloccare l’erogazione dei finanziamenti. L’ostacolo burocratico che mette a rischio la popolazione di decine di centri della nostra regione è un nulla osta che il ministero, guidato dall’ex generale dei carabinieri forestali Costa, avrebbe dovuto dare da tempo. Così, con una lettera inviata il 30 agosto al ministero dell’Ambiente, e indirizzata al direttore generale Gaia Checcucci, il Dipartimento regionale delle Infrastrutture, guidato da Emidio Primavera, ha rotto gli indugi e il protocollo comunicando che darà il via ai lavori senza il placet ministeriale.
PARTE LA SFIDA. Ecco il passaggio chiave della lettera di sfida: «Ritenendo non più procrastinabile la reazione delle opere previste, in ragione della gravità delle situazioni di dissesto presentate nonché del peggioramento di alcune di esse», scrive il direttore del Dipartimento, «comunica che procederà alla formalizzazione agli enti attuatori dei provvedimenti concessori al fine di permettere l’avvio delle procedure necessarie alla cantierizzazione e realizzazione degli interventi di mitigazione e riduzione del rischio idrogeologico a salvaguardia della pubblica e privata incolumità».
LAVORI ATTESI. La lettera significa che, nei prossimi giorni, la Regione convocherà i 26 Comuni per firmare le concessioni e quindi sbloccare i lavori. La decisione di andare avanti comunque, e senza attendere un giorno di più, non è estemporanea perché la lettera che pubblichiamo è solo l’ultima di una serie di sollecitazioni cominciate un anno fa, il primo settembre del 2017, quindi già con il vecchio governo e l’ex ministro all’Ambiente, Gian Luca Galletti, in cui la Regione Abruzzo sottolineava la gravità della situazione che poi, nei mesi successivi, è anche peggiorata.
Il 18 luglio scorso, a Roma, nell’Agenzia per la Coesione del Territorio, è peraltro emersa la conferma che la fase di selezione degli interventi contro il dissesto idrogeologico si è di fatto conclusa, e che il ministero dell’Ambiente ha terminato l’istruttoria, dopo aver anche chiesto integrazioni che la Regione ha tempestivamente fornito. Ma il nulla osta non è più arrivato e i venti milioni sono ancora bloccati.
Per la frana lancianese di Contrada Santa Giusta i fondi attesi ammontano a un milione e mezzo di euro. La stessa somma quella che aspettano a Bomba per il dissesto idrogeologico che interessa il centro storico. Di poco inferiore è poi il finanziamento previsto per contrada San Cataldo di Giuliano Teatino; identica cifra per Mosciano Sant’Angelo e la sua Contrada Marina interessata dalla frana.
I FONDI SULLA CARTA. L’elenco completo dei fondi attesi da mesi, e rimasti solo sulla carta, è riportato nella tabella che pubblichiamo al centro della pagina. Un milione è la cifra che Lettopalena, nel Chietino, si aspetta di ricevere per poter avviare i lavori nel centro abitato; una somma quasi identica è prevista per Quadri dove la zona franosa riguarda le vie Marconi, Parco fluviale e Benedetto Croce. A Francavilla al Mare, tanto per fare qualche altro esempio, sono previsti 630mila euro per contrada Villanesi mentre per Colle del Barone a Guardiagrele il finanziamento reclamato è di un milione e 180mila euro. Nell’elenco compaiono anche Avezzano, con 860mila euro per Paterno; Perano, con 900mila euro per il versante occidentale del centro storico e infine Castilenti, nel Teramano, dove per Villa San Romualdo sono previsti un milione e 200mila euro di aiuti statali. Che la Regione ha deciso di cantierizzare anche senza la firma mancante perché gli abruzzesi non possono più aspettare.
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