Frastuono, puzza e paura: il lato oscuro della movida

3 Maggio 2016

Scaduta da un mese l’ordinanza che vietava alcolici e bivacchi all’aperto in centro La zona del mercato coperto torna invivibile per i residenti: «Colpa della politica»

PESCARA. Per tanti è una notte di festa all’aperto nella piazza da poco ristrutturata e tutta pedonale, al ritmo scatenato di bonghetti, cantate stonate, rumorosi brindisi, balli e risate. Quella stessa notte per molti (più di quei tanti), che nella stessa bella piazza Muzii e nei dintorni abitano, è tutta un rigirarsi nel letto cercando di pazientare – perché il giorno successivo è vacanza – ma anche cercare di calmare bambini resi insonni dai rumori della moltitudine sottostante, anziani sofferenti, familiari malati, gente che in vacanza non andrà il mattino successivo, ma che è di turno in ospedale, in fabbrica, sui treni, alla guida di autobus... Gente che di qualche ora di sonno ha necessità. Per se stessa e per chi avrà bisogno il mattino dopo delle sua lucidità in sala operatoria, alla guida del bus che porterà ragazzini in gita... E come se non bastasse, finita la festa arrivano che è quasi l’alba i mezzi di Attiva con gran fragore di idropulitrici e bottiglie trascinate.

L’ultima notte di bagordi nella zona del mercato coperto di piazza Muzii, quella di sabato scorso, riapre un ferita mai seriamente sanata tra residenti e amministratori della città. Non una spaccatura tra chi vive nei palazzi che corrono lungo quelle strade e chi su quelle vie ha i suoi locali – ristoranti, vinerie, birrerie e quant’altro – come pure se ne sono verificate in altri periodi in altre zone della cosiddetta movida pescarese, perché sembra che questa volta gli interessi – agli introiti e alla serenità – convergano. A fine marzo è scaduta l’ordinanza comunale che nel quartiere che abbraccia via Battisti, via Piave, via Mazzini, via Forti, via Goito, via Curtatone, largo Scurti, via De Cesaris, via Minghetti, via Poerio, piazza Muzii, piazza Santa Caterina, via Quarto dei Mille, via De Amicis, via Gorizia e parte di corso Umberto, oltre a stabilire orari civili di chiusura degli esercizi che vendono alimenti e bevande alcoliche, con deroghe per il fine settimana (lungo), vietava la vendita anche attraverso distributori automatici di bevande in vetro, dalle bottiglie ai calici, così come venderle in offerta per aumentarne il consumo, e di «bivaccare nell’area antistante il mercato coperto di piazza Muzii, in particolare utilizzando la scalinata di pertinenza del mercato come seduta».

Il comitato Tranquillamente Battisti, che raggruppa i residenti della zona, ha tentato senza successo di incontrare nel mese di aprile il sindaco Marco Alessandrini e l’assessore al Commercio, Turismo e Grandi eventi Giacomo Cuzzi, come pure era stato promesso in precedenza, per ragionare sul da farsi, «trovare una soluzione», racconta Federico, coordinatore del comitato, «la volontà dei residenti e di gran parte degli esercenti c’è. Quella degli amministratori pubblici pare proprio di no», aggiunge esasperato, «abbiamo fatto una misurazione dei decibel sabato notte: il risultato è pauroso, i decibel consentiti sono sforati alla grande. Non è più accettabile».

E quella dei pesanti rumori notturni non è l’unica grana della zona. Sul versante Nord, l’area di piazza Santa Caterina,via De Amicis, via Quarto dei Mille e vie limitrofe salgono il disagio e i timori degli abitanti, al punto che preferiscono non veder pubblicato il proprio nome per paura di ritorsioni nel denunciare un degrado crescente fatto di assembramenti costanti di persone, spesso extracomunicari, che bevono troppo, schiamazzano, litigano, lanciano bottiglie che ricadono sulle auto (grazie alla velocità nello schivarle, finora, dei passanti).

E poi usano vecchie e scassate cabine telefoniche, angoli, spazi tra le macchine in sosta e muri delle case come orinatoi, quando non come veri e propri wc all’aperto per umani e per cani, con il lezzo immaginabile che si spande nell’aria e ormai assedia l’intera area dei giardinetti. Chiamare la polizia o i carabinieri? Viene fatto, raccontano i residenti: «Passano, il gruppo di ubriachi si disperde, e vanno via. Il problema non è di ordine pubblico, o almeno non soltanto, ma è politico, e la politica si disinteressa di tutto questo».

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