Fratelli d’Italia difende Marsilio «Giù le mani dal presidente»

Oggi all’Aquila la verifica di maggioranza chiesta dalla Lega a sei mesi dall’insediamento della giunta Sigismondi: «Abbiamo lavorato tanto e bene. Siamo stupiti ma sereni, forti delle cose fatte»
PESCARA . Giù le mani dal presidente Marsilio e dal «grande lavoro che tutta la squadra ha fatto in questi sei mesi». Il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi, affronta con decisione la questione della verifica chiesta dalla Lega, in programma questa mattina a partire dalle 10 all’Aquila, alla quale il partito di cui Marsilio è espressione partecipa «con serenità e voglia di dialogo con tutti gli alleati». Sull’argomento, ieri, era intervenuto anche il senatore Nazario Pagano (FI), che aveva richiamato gli alleati a trovare una ricomposizione. Una sortita, quella della Lega, che ha destato non poche perplessità in FdI. Dall’esito della riunione della mattina dipenderà quella del pomeriggio, con la giunta chiamata a ratificare le nomine dei dg delle Asl di Chieti e L’Aquila e dei direttori dei dipartimenti.
SORPRESI. «Siamo rimasti molto sorpresi da questa richiesta di verifica», spiega il coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni, rispondendo alla domanda se nei giorni precedenti ci fosse stato qualche segnale di nervosismo da parte del principale “azionista” di maggioranza, che lasciasse presagire quanto avvenuto. Il “casus belli” è la richiesta di una «verifica dell’azione di governo» avanzata dal coordinatore regionale della Lega, Giuseppe Bellachioma, e dal responsabile enti locali del partito, Luigi D’Eramo, dopo la nomina dei dg delle Asl di Chieti e L’Aquila; la classica “goccia” che ha mandato su tutte le furie il Carroccio che invoca scelte più condivise.
NON È UN DRAMMA. «Soltanto il giorno prima, in consiglio regionale», aggiunge Sigismondi, «era stata approvata un’importante variazione di bilancio. Non ce lo aspettavamo», dice, «però non è un dramma. Il presidente non solo ha lavorato per cercare di fare quello che avevamo promesso e ridare speranza a questa regione, ma è riuscito a dare un approccio diverso, di maggiore condivisione delle scelte con il territorio, che in passato è mancato».
IL PESO DEL PASSATO. La coalizione di centrodestra, sottolinea il coordinatore di FdI, si è trovata davanti una serie di difficoltà. «Intanto», spiega, «un bilancio fatto da chi ci ha preceduti» E poi, «anche la struttura organizzativa, che è la stessa della passata legislatura». Nonostante tutto questo, secondo Sigismondi, «è stato fatto un grande lavoro. e adesso stiamo iniziando a raccogliere i primi risultati».
L’OMBRA DEL DUBBIO. Dopo la sorpresa, l’ombra del dubbio. «Rispetto a questa richiesta (la verifica, ndr)», prosegue Sigismondi, «siamo rimasti sorpresi perché il lavoro è stato fatto, e anche tanto. Non vorremmo servisse solo a mettere in ombra il lavoro di tutta la squadra. Però, ripeto, non è un dramma. Ben venga questa verifica, che diventa un punto qualificante per poter elencare e ricordare a tutti quanto è stato realizzato».
TEMPI RAPIDI. La verifica va bene, sottolinea Sigismondi, purché non si trascini la questione troppo per le lunghe. «Meglio farla in tempi rapidi, perché abbiamo il dovere di governare la regione e dare risposte ai cittadini che ci hanno scelto. Possiamo chiarirci, possiamo cercare un maggiore raccordo, e se ci sono delle altre priorità che qualcuno vuole inserire nell’agenda ben vengano, ma si faccia presto. Gli abruzzesi non vogliono rivivere le pagine tristi del passato».
A ROMA. Non sarà che la situazione nazionale, con la fine del governo giallo-verde e con Matteo Salvini che affatto velatamente reclama la premiership, sta determinando qualche scossone anche in Abruzzo? «FdI è l’unica forza politica di centrodestra che non ha fatto accordi col Pd o con il M5S, e la notizia che Salvini si appresta a staccare la fiducia a Conte non possiamo che accoglierla in maniera positiva, perché aspettavamo da tempo che finisse questo innaturale e poco credibile governo. Abbiamo perso un anno di tempo. Adesso c’è bisogno di tornare al voto, e noi crediamo sia arrivato il momento di un governo sovranista fatto da Lega e FdI, che riesca ad avere la maggioranza senza ricorrere a giochi di palazzo. Ci auguriamo», conclude Sigismondi, «si possa tornare al voto senza governi tecnici o larghe intese».

