Frode fiscale, a rischio processo intera famiglia di imprenditori

Nel mirino della Finanza, il direttore amministrativo della Klindex, Ercole Bibiano, la moglie e il figlio Il pm: «Hanno sottratto personale, risorse e beni, provocando un danno alla società e agli altri soci»
MANOPPELLO. La procura di Pescara chiude l’inchiesta bis a carico dei rappresentanti di una intera famiglia a capo di un’azienda leader della produzione e vendita di macchinari per la pulizia delle superfici, la Klindex di Manoppello. Il pm Andrea Papalia ha definito anche questo secondo troncone d’inchiesta, individuando questa volta tre possibili responsabili: Ercole Bibiano, sua moglie Maria Lo Conte, e il figlio Alessandro Bibiano.
Questa seconda tranche fa seguito alla prima e più complessa (durante la quale venne disposto un sequestro di beni per oltre 3 milioni di euro) giunta già a dibattimento e dove oltre ai tre appena citati figura anche la moglie di Alessandro Bibiano, Monica D’Orazio.
In questa inchiesta bis condotta dalla Guardia di finanza di Pescara guidata dal colonnello Antonio Caputo, ai tre familiari vengono contestate due ipotesi di reato: appropriazione indebita ed evasione fiscale.
Lo Conte ed Ercole Bibiano, stando alle accuse, sono «detentori della metà del capitale sociale della Klindex srl»: la donna in veste di amministratrice della società e legale rappresentante dal 2011; il marito quale direttore commerciale ed amministratore di fatto. «Avendo interessi in conflitto con quelli della società (essendo titolari di un’altra azienda ndr), mediante reiterati, indebiti e comunque simulati atti negoziali», scrive il pm nel capo di imputazione, «hanno sottratto, distratto personale, risorse e beni sociali materiali e immateriali della società Klindex in proprio favore e comunque in favore di stretti familiari loro direttamente riferibili, e così cagionando un danno alla Klindex e agli altri soci».
E proprio questi ultimi, soci di minoranza, con le loro denunce diedero il via all’inchiesta della magistratura e ora sono parti offese nel primo e anche in questo secondo procedimento penale.
L’accusa prosegue spiegando le circostanze dei reati contestati, e cioè per «aver versato e trasferito nelle casse della loro società Bibiano & Lo Conte srl (essendo entrambi soci e gestori di quest'ultima, pur formalmente e legalmente rappresentata esclusivamente da Ercole Bibiano) somme di denaro per un importo complessivo di 149 mila euro nell'anno 2021, facendo figurare contabilmente tali versamenti quali corrispettivi versati dalla Klindex a titolo di provvigioni per prestazioni di agenzia, in realtà fittizie, a fronte di emissione da parte della Bibiano & Lo Conte nei confronti della predetta committente di fatture false per prestazioni di agenzia».
E come accadde nel precedente e analogo procedimento che ormai si trova davanti al giudice monocratico, anche «per aver versato e trasferito in favore della ditta individuale del figlio Alessandro, somme di denaro per 100 mila euro, sempre nell'anno 2021, e sempre a titolo di provvigioni e per prestazioni "in realtà fittizie»", come scrive il pm Papalia. E di conseguenza vengono contestati anche i reati di evasione fiscale a carico di tutti e tre. Padre e madre per un’evasione di Iva di 55 mila euro e di Ires per 60 mila euro «come conseguenza di costi dedotti per un ammontare di 250 mila euro»; a carico del figlio 22 mila euro di Iva evasa. Gli indagati hanno 20 giorni per chiarire le rispettive posizioni o farsi interrogare, poi la procura formalizzerà la richiesta di processo.

