“Fuga” dai social: sempre più ragazzi nelle biblioteche

2 Marzo 2016

Presenze in aumento alla D’Annunzio e alla Di Giampaolo «Sono qui i nuovi centri di aggregazione giovanile»

PESCARA. Le biblioteche pescaresi registrano il pieno di presenze malgrado la diffusione dei social che sfornano informazioni veloci e poco approfondite e che fanno perdere l'abitudine alle buone letture. Nella società che si evolve, con le famiglie sempre meno attente all'educazione dei figli alla lettura e alle scuole che fanno gli equilibrismi con i bilanci, sta cambiando anche il modo di vivere la biblioteca.

Che a Pescara diventa sempre più centro di aggregazione sociale, soprattutto giovanile, spazio di studio immerso nel silenzio e lontano dalle distrazioni della rete e sempre meno luogo di cultura tradizionalmente dedicato al ritiro dei libri da leggere a casa.

Malgrado che i finanziamenti pubblici per rifornire le biblioteche si siano di molto assottigliati negli anni, la D'Annunzio e la Di Giampaolo registrano un aumento esponenziale di presenze giornaliere grazie a «tanti servizi utili» e alla «buona accoglienza».

Enzo Fimiani, storico e direttore della biblioteca provinciale dal 2005, 128 posti a sedere, oltre 180mila volumi, molti rari e antichi, un attrezzato spazio per i bambini e i ragazzi, minicinema, spiega che «i fondi per acquistare documentazione aggiornata sono diminuiti negli ultimi dieci anni, passando da 45 mila euro a 13 mila nel 2016, con zero euro di finanziamenti nel 2014 e 2015. Ma le presenze sono aumentate, siamo arrivati a decine di migliaia l'anno, perché gli utenti scelgono la biblioteca come luogo di studio portandosi i libri da casa e come spazio di socializzazione che vorremmo potenziare e rendere più accogliente magari con l'introduzione di una sala bar e di un auditorium».

Fimiani fa appello all'amministrazione provinciale affinché sia possibile un cambio di rotta: «E' necessario investire sulla formazione culturale di una società sempre meno acculturata».

La D'Annunzio conta due bibliotecari, Francesca Di Lorito e Filomena Piccioni, e sei addetti alla distribuzione, ma sempre meno sono i libri richiesti: «Perché la gente non legge, è meno colta di un tempo, è peggiorato il sistema educativo in famiglia e le scuole hanno sempre meno soldi da spendere nella promozione culturale».

Boom di presenze quotidiane alla biblioteca Di Giampaolo, agenzia per la promozione culturale di via Tiburtina, diretta da Oriano Notarandrea: «Ogni giorno contiamo almeno 120 persone, tra scolaresche, universitari, anziani che vengono a leggere i quotidiani, ma soprattutto giovani che vengono per socializzare e per combattere la solitudine, come quella imposta dai social o dalle famiglie assenti».

Purtroppo, i finanziamenti sono sempre pochi e Notarandrea lancia una frecciatina alla Regione: «Per gli assessori salottini nuovi, per noi solo 3600 euro l'anno, e il resto lo pago di tasca mia, arredamenti vecchi di trenta anni, computer che impiegano venti minuti ad accendersi, poco personale, 5 su 10 addetti previsti. Nonostante questi disagi, andiamo avanti con sempre nuove iniziative: uno spazio braille per non vedenti, apertura di notte e prossimamente orario continuato e sala fumatori. No, la rete non ci ruba spazio perché i nostri utenti vogliono socializzare».

E se il professor Gabriele Fraternali del liceo scientifico di Chieti, in una lettera inviata al Centro, lancia l'allarme sulle biblioteche, soprattutto scolastiche, che si svuotano per colpa delle informazioni che arrivano in tempo reale da Wikipedia e dalla rete in generale creando un vuoto di approfondimento nelle nuove generazioni, ci pensano gli studenti universitari pescaresi, che frequentano la biblioteca D'Annunzio, a replicare: «Noi andiamo in biblioteca a studiare per evitare le tentazioni di social, tv, computer, frigoriferi e letti per dormire».

Gaia Cellini, 26 anni di Civitanova, studia odontoiatria all'università di Chieti: «Qui studio in silenzio e non sono sola. A casa ho troppe distrazioni, a cominciare dal frigorifero». Simone Toscano, 23 anni, di Pescara, studia mediazione linguistica: «Non prendo libri in prestito in biblioteca, preferisco leggere i miei a casa e trovo le enciclopedie un po’ sorpassate». Valentina Petitti, 22 anni, di Pescara, studentessa di criminologia: «Faccio ricerche sulla rete, sempre aggiornata, ma poi studio in biblioteca per approfondire, ma anche per fare nuove conoscenze». Silvio De Arcangelis, 30 anni, studia fisioterapia al Ciapi di Chieti: «Vengo quasi tutti i giorni, ormai sono un assiduo da cinque anni».

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