Fuga in massa dei turisti dai borghi di montagna

«Siamo rimasti soli», commenta sconsolato il sindaco di Fano Adriano Ripartenze e disdette anche sulla costa, spaventati soprattutto i milanesi
TERAMO. «Siamo rimasti soli!». Questa la triste e rassegnata affermazione del sindaco di Fano Adriano, Adolfo Moriconi, di fronte alla fuga massiccia di turisti dalla montagna in seguito alla forte scossa di terremoto di ieri notte. I tantissimi visitarori che avevano affollato, ripopolato e riscoperto, in questo agosto, i borghi del Gran Sasso, della Valle Siciliana e della Laga se la sono data letteralmente a gambe infliggendo un duro colpo al turismo delle zone interne. Turismo che in questa stagione estiva aveva già pagato lo scotto del maltempo ma che aveva avuto negli ultimi venti giorni una ripresa da record.
Tante partenze a immediato ridosso dell’evento sismico e altre nelle prime ore di ieri hanno svuotato case di villeggiatura, strutture ricettive e le vie dei centri storici dei borghi, nei giorni scorsi affollati e in festa e dove oggi regna il silenzio. «E’ stato un bel danno per il turismo della zona», ha affermato Paolo Di Furia, presidente del consorzio “Gran Sasso Prati” che gestisce gli impianti a Prati di Tivo, «questa settimana stavamo lavorando molto e c’erano tante presenze programmate che ora, ahimè, hanno disdetto. Speriamo che nei prossimi giorni inizino a tornare i turisti, altrimenti sarà dura». Dai paesi di montagna sono fuggiti anche molti residenti, che hanno preferito trasferirsi in altre località dove possiedono altre case o alloggiare dai parenti per superare la paura del terremoto.
Notte insonne anche lungo la costa, dove il terremoto si è fatto sentire distintamente e sono state evacuate le strutture alberghiere stracolme di turisti. Ammassati per ore nei punti di raccolta prima di tornare nelle proprie camere, molti turisti hanno valutato la possibilità di anticipare il rientro in città. «Terminata la fase di emergenza, la stragrande maggioranza di loro ha comunque deciso di rimanere e completare la vacanza, limitando notevolmente le conseguenze per il turismo», spiega Rivo Ciabattoni del consorzio Costa dei Parchi, che continua: «La percentuale di chi è ripartito e di chi doveva arrivare ma ha disdetto la vacanza non supera il 4%. Tra loro, soprattutto turisti provenienti da Milano e dintorni: per molti di loro era la prima volta che assistevano ad un fenomeno di questa portata». Associate al consorzio Costa dei Parchi, però, ci sono anche strutture dell'entroterra vibratiano, dove le conseguenze economiche sono di ben altra dimensione. «Il problema delle ripartenze anticipate e delle disdette si è fatto sentire pesantemente nell'entroterra, soprattutto a Civitella del Tronto, dove hotel come il famoso Zunica stanno facendo i conti con uno svuotamento quasi totale», conclude Ciabattoni.
Adele Di Feliciantonio
Luca Tomassoni
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