Fugge a 200 all’ora e ferisce 2 carabinieri

L’uomo intercettato durante la folle corsa nella notte, inseguito si rifugia in un hotel ma viene trovato e arrestato
MONTESILVANO. Sfreccia come una saetta lungo le strade di Montesilvano, seminando il panico in città. E non vuole saperne di fermarsi, ignora l'alt dei carabinieri che lo inseguono a lungo e sperona pure diverse auto, comprese quelle dell'Arma, prima di interrompere la sua folle corsa per nascondersi in un hotel, dove è stato rintracciato e poi arrestato. Con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, perché i due militari di pattuglia sono rimasti feriti prima di riuscire s fermarlo.
Non è chiaro perché lo abbia fatto ma Alberto Mondanese, 53 anni, nato a Milano e residente a Monza, ha corso come un pazzo, l'altra notte, alla guida di una Fiat Punto nera e non si è intimorito neppure quando è stato intercettato da due mezzi dei carabinieri, anzi ha fatto di tutto per seminarli. Sono stati numerosi i cittadini che hanno lanciato l'allarme al 112, verso le 2.20, quando hanno notato il veicolo sul lungomare, che correva esageratamente. Una pattuglia dell’Arma ha individuato l'auto sospetta e ha fatto per bloccarla, ma il conducente ha proseguito per la sua strada, non avendo evidentemente alcuna intenzione di subire un controllo. È cominciato un inseguimento che si è sviluppato prima tra la zona dei grandi alberghi e via Marinelli e poi ha toccato altre zone, con momenti di forte tensione, se non terrore, per le manovre assurde e pericolose dell'automobilista che speronava chiunque ostacolasse il sua passaggio.
A una prima auto dei carabinieri se n'è affiancata presto una seconda, ma l'uomo non si è sentito affatto intimorito e ha continuato a premere sull'acceleratore per una decina di chilometri, attraversando corso Umberto e poi passando per via Cavallotti e via Vestina. Quando ha incrociato degli ostacoli li ha travolti e ha perfino buttato giù una colonnina di carburante, per poi lanciarsi contro un veicolo dei carabinieri, che ha praticamente reso inutilizzabile, mentre un secondo mezzo dell'Arma è stato danneggiato in maniera seria. I componenti delle pattuglie se la sono vista brutta e hanno riportato una serie di fratture per cui è stato necessario il trasporto in ospedale e, dopo gli accertamenti, il ricovero in Ortopedia, con una prognosi di 35 e 45 giorni, e un intervento chirurgico in vista per entrambi.
L'inseguimento, che ha raggiunto punte massime di velocità di 200 chilometri orari, è andato avanti fino alle 2.45, quando la Fiat è stata lasciata all'esterno del night club Impero, a Città Sant'Angelo, parcheggiata. Lì gli investigatori hanno scoperto che il conducente dell'auto era andato via con un taxi e, poco dopo, con la collaborazione dei tassisti, hanno appurato che l'uomo è stato condotto in un hotel di Città Sant'Angelo, il Miramare, dove si è rifugiato.
Nel giro di qualche minuto gli uomini dell'Arma, agli ordini del capitano Vincenzo Falce, hanno fatto irruzione in una delle camere della struttura alberghiera, lo hanno bloccato e quindi arrestato. Nell'auto nera usata per la fuga aveva lasciato uno jammer, cioè un inibitore di frequenze radio, generalmente usato dai ladri, e un borsellino con arnesi da scasso. Un controllo sul conto del 53enne ha consentito di scoprire che la Fiat è intestata alla ex moglie di Mondanese e che lui, volto già noto alle forze dell’ordine per una lunga serie di precedenti, non potrebbe neppure guidare, non avendo più la patente dal 2002.
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