Fuggono dopo l’investimento del bimbo

Il piccolo di 9 anni salvato dai genitori: stava per essere schiacciato contro un cancello dall’auto sfrenata. Caccia a due rom
MONTESILVANO. L’allarme al 118 arriva alle 17,39: «Correte, correte hanno schiacciato un bambino con la macchina». L’ambulanza che parte da Pescara impiega cinque minuti per raggiungere via Giovi, la traversa di via Vestina, a Montesilvano da dove almeno una decina di chiamate reclamano i soccorsi. Un’altra ambulanza, quella di Montesilvano è già sul posto per soccorrere il bambino di nove anni sotto choc e con le gambe martoriate dall’incidente che poteva finire in tragedia: un’auto appena parcheggiata si è sfrenata proprio al passaggio del piccolo con la sorellina di sei anni e dei due genitori, mentre la famiglia stava raggiungendo a piedi il parco di Guy Moll. In una frazione di secondo l’auto ha toccato con la parte laterale il bambino di nove anni, spingendolo contro la cancellata retrostante da cui non avrebbe avuto scampo. Sarebbe rimasto schiacciato, infatti, se le urla di un altro ragazzino («la macchina, la macchina»,) non avessero richiamato l’attenzione di padre e madre che avevano già superato l’ostacolo dell’auto parcheggiata per metà sul marciapiede e che a quel punto d’istinto si sono buttati dietro la vettura per cercare di fermarne la discesa, per salvare il figlio.
«Ce l’abbiamo messa tutta», racconta ancora stravolto Gabriele Florindi, il papà del piccolo che dopo un pomeriggio di accertamenti in ospedale è stato dimesso con le gambe livide e la paura ancora negli occhi. Ma di chi era quell’auto?
Era di qualcuno che di fronte a quella scena, si è precipitato nella vettura appena parcheggiata, ha messo in moto ed è fuggito. Senza accertarsi delle condizioni del bambino, senza tentare di prestargli soccorso e, al dunque, senza prendersi le proprie responsabilità.
Secondo quanto dichiarato dai genitori del piccolo e dai numerosi testimoni ai carabinieri diretti dal capitano Vincenzo Falce arrivati immediatamente sul posto, sarebbero due donne.
«Le ho viste bene e saprei riconoscerle», dichiara Florindi, «perché erano appena scese per andare a chiedere informazioni su una casa in ristrutturazione lì vicino. Come hanno sentito le urla e hanno visto quello che stava succedendo sono corse in macchina dicendo di spostarla e poi invece sono scappate. Due rom, due nomadi, una molto giovane e una più avanti con l’età», dichiara il papà del piccolo che superato lo spavento, ma non la rabbia e la paura per quello che sarebbe potuto accadere adesso chiede che siano rintracciate. «Dalla giustizia italiana non mi aspetto niente, ma vanno rintracciate. Hanno fatto una cosa gravissima, soprattutto perchè c’era di mezzo un bambino. Lì dietro solo per un soffio non ci si è trovata la sorellina che sarebbe rimasta sicuramente schiacciata».
In mano ai carabinieri ci sono le numerose testimonianze dei residenti, il modello e il colore dell’auto e anche una targa su cui però i primi accertamenti non hanno dato riscontri. Si tratta di una Micra Nissan grigio metallizzata vecchio tipo a tre porte.
«Sarò grato a chiunque aiuti i carabinieri a rintracciarle», va avanti il papà del piccolo. «Sono state viste che da via Giovi svoltavano a destra da dove hanno potuto prendere o via Vestina o via Salvemini. È gente che bazzica da queste parti, tanto che erano andate a chiedere informazioni su quella casa».
E mentre il piccolo, comunque sotto osservazione, dovrà essere sottoposto alla visita del pediatra, sono i carabinieri della compagnia di Montesilvano a indagare su una vicenda che, per quanto grave, non lascia ipotizzare altri reati che l’omissione di soccorso, le lesioni e la fuga. Quanto basta per contribuire ad esasperare gli animi dei tanti residenti che ieri pomeriggio hanno manifestato solidarietà e collaborazione alla famiglia del bambino, dicendosi pronti a sostenerla con le testimonianze e il supporto di fronte a eventuali ritorsioni.
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