Fumi via Brecciara, l’Arta: non sono tossici

6 Febbraio 2020

San Giovanni Teatino. Il sindaco Marinucci rende noti i risultati delle analisi e rassicura i cittadini

SAN GIOVANNI TEATINO. «Nessuna nube tossica». Nessun «composto nocivo che possa aver compromesso» la salute dei cittadini di via Brecciara. Sono rassicuranti le parole del sindaco di San Giovanni Teatino, Luciano Marinucci, dopo aver ricevuto le analisi dell’Arta sui campionamenti dell’aria effettuati la sera del 24 gennaio in via Brecciara e in via Salara, territorio a confine tra San Giovanni Teatino e Pescara.
Marinucci spiega che «le sostanze rilevate nell’aria dall’Arta sono impercettibili e ciò che è accaduto dimostra la cattiva abitudine di qualcuno di bruciare qualcosa che, fortunatamente, non sembra essersi rivelato tossico o nocivo per la salute dei cittadini che possono tornare a consumare senza problemi le verdure dei campi». Il sindaco, che si è occupato del caso insieme al vice Giorgio Di Clemente, tiene a precisare «siamo stati vicini ai cittadini tutto il tempo necessario per fornire loro le risposte possibili per tranquillizzarli». I risultati delle analisi dell’Arta, tuttavia, non chiariscono esattamente cosa abbia potuto generare i malesseri denunciati a fine gennaio da una ottantina di famiglie. Le stesse che durante un sit-in di protesta, davanti alle loro case nel rione Brecciara, hanno lamentato «tosse, bruciore agli occhi, pizzicore in gola, mal di stomaco, nausee e vomito».
Scrive l’Arta, nel documento firmato dal dirigente chimico Sebastiano Bianco, che in uno dei due campioni «è stata rilevata la presenza di due composti volatili non identificabili a causa della bassa intensità» delle tecniche strumentali. E l’altro campione «non ha mostrato differenze significative». Pertanto, chiarisce l’Arta, che se «il fenomeno dovesse ripresentarsi», sarà «necessario ripetere il campionamento nel momento di maggiore intensità dell’evento». Che a detta dei residenti si è sempre verificato di sera, dopo le 18 e fino alle 7 del mattino rendendo «l’aria irrespirabile». Il peggio sembra essere dunque passato, forse perché qualcuno ha smesso di bruciare sostanze non identificate. Di sicuro i residenti sperano che il fenomeno non si verifichi mai più.
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