«Funambolika incanta con il gusto della scoperta»

Parla il direttore artistico della rassegna circense che porta a Pescara spettacoli in prima mondiale
di Jolanda Ferrara
PESCARA
«A. Pescara c'è un pubblico intelligente con un gusto che si rinnova, i nostri spettatori non arrivano perché richiamati dai grandi nomi, ma pagano fidandosi del gusto della scoperta e sono fieri di vedere prime nazionali e mondiali di spettacoli che diventeranno famosi. Perciò si può rischiare di offrire innovazione». Raffaele De Ritis (Pescara, 1967) incarna l' eccellenza abruzzese in materia circense ed è tra i massimi cultori del nuovo circo mondiale. Quest'anno è regista associato, con Franco Dragone, fondatore del Cirque du Soleil, dell'Aida di Verdi che dopo il San Carlo di Napoli si prepara al tour negli Stati Uniti e Dubai. E tiene conferenze-spettacolo, prossimamente alla Cineteca nazionale di Parigi, sulla carriera di prestigiatore – da lui ricostruita – di Gerges Méliès, regista, illusionista e inventore degli effetti speciali al cinema. De Ritis è il direttore artitico della sua creatura, il festival internazionale del nuovo circo “Funambolika", appuntamento emergente della 62ª stagione estiva dell'Ente manifestazioni Pescaresi, al via il 1° luglio al teatro monumento D'Annunzio con il Gran gala du cirque: Mosca, Montréal, Montecarlo.
De Ritis, l'eccellenza mondiale del circo contemporaneo a Pescara per 7 giorni di pura spettacolarità dal 1° al 7 luglio al teatro D'Annunzio e al porto turistico . Come si annuncia l'ottava edizione di Funambolika da lei diretto?
«Il programma di quest'anno è particolarmente dedicato alle esibizioni aeree e all'incrocio multidisciplinare tra circo e danza, mostrando come le acrobazie più sensazionali possono unirsi con coreografia, poesia del corpo, musica. Per la prima volta in Italia vedremo acrobati e trapezisti diplomati all'Ecole nationale du Cirque di Montreal, oggi la più innovativa scuola al mondo, la stessa che forma i talenti del Cirque du Soleil. Il Gala del 1° luglio, totalmente rinnovato, vedrà artisti del Circo di Mosca e come ospite d'onore il clown italiano Fumagalli, vincitore del Festival di Montecarlo e dovunque richiesto. C'è la novità del tendone-villaggio circense allestito al porto turistico, un progetto inedito dal 2 al 7 luglio, con il nuovo circo all'antica di El Grito (Italia/Cile), e il 3 al D'Annunzio la prima italiana della compagnia Circa, la più importante realtà di spettacolo in Australia».
Abbastanza per fare di Pescara ancora una volta capitale del circo internazionale.
«La presenza di questi artisti è segno della grande considerazione che Funambolika ha all'estero. La nostra mission è di anticipare il nuovo prima che arrivi sul mercato. Quest'anno in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma siamo molto fieri di lanciare gli australiani "Circa contemporary circus": li abbiamo scoperti e loro hanno accettato l'invito con entusiasmo. Presentano l’opera "Beyond", in scena 7 acrobati-volteggiatori fuoriclasse che reinventano i limiti estremi del corpo umano in un contesto surreale di incanto e forte energia, come in un film di David Lynch. "Beyond", che significa appunto oltre è stato visto solo a Londra e Berlino (7 mesi di proroghe), e sarà il prossimo anno a Broadway. È la prima volta che Pescara offre un prodotto mondiale alle grandi platee».
Formula che funziona anche economicamente quella di Funambolika, con record di incassi.
«Accade perché il circo contemporaneo è una forma di spettacolo trasversale, che attrae tutte le generazioni di pubblico. La riprova è il fenomeno dell'abbonamento alle tre giornate di spettacolo. L'economia di Funambolika è equamente distribuita tra pubblico pagante e Comune di Pescara attraverso l'Emp, i maggiori azionisti. Ma ciò non significa che i bilanci vadano a gonfie vele, ogni anno è sempre più difficile e la nostra manifestazione non gode di contributi regionali. Dall'anno scorso però siamo riconosciuti come festival di interesse nazionale dal Ministero dei beni e attività culturali e riceviamo un contributo, ancora esiguo ma siamo l'unica realtà di spettacolo dal vivo riconosciuta in Abruzzo in quanto festival, cioè unico per progetto».
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