Funziona grazie al satellite per tracciare gli spostamenti

13 Marzo 2018

PESCARA . È poco più grande di un pacchetto di sigarette, e per poter funzionare deve essere collegata alla batteria dell’auto. All’interno della scatola nera, che riesce a rilevare una quantità...

PESCARA . È poco più grande di un pacchetto di sigarette, e per poter funzionare deve essere collegata alla batteria dell’auto. All’interno della scatola nera, che riesce a rilevare una quantità incredibile di dati e a trasmetterli al server principale, quello della compagnia assicurativa, ci sono vari componenti elettronici.
Il primo è il localizzatore Gps (Global position system, vale a dire, sistema di posizionamento globale) che consente di tracciare tutti gli spostamenti; poi c’è l’apparato Gprs (General packet radio service, per la connessione senza fili), oltre a giroscopi e accelerometri, sensori in grado di rilevare la velocità e la stabilità della vettura.
Apparati che la dicono lunga anche sullo stile di guida del conducente, e rispetto ai quali diventa difficile bluffare in caso di sinistro. Dall’altra parte consentono di contestare multe ingiuste dimostrando, ad esempio, che in una determinata ora eravamo in un altro posto rispetto a quello indicato nel verbale, oppure che la velocità non superava quella consentita. Utilissima in caso di furto, la black box consente di tracciare tutti gli spostamenti.
Nei modelli più evoluti, sempre in caso di furto, anche se al ladro dovesse venire in mente di scollegare la scatola dalla batteria, partirebbe subito un segnale alla centrale.
Il timori di molti automobilisti è che la “macchinetta” possa accorciare la vita della batteria, visto che gli ultimi modelli sono in funzione anche quando il veicolo il motore è spento.
Un timore, secondo gli esperti, ingiustificato visti i consumi ridottissimi della scatola nera, nell’ordine di poche decine di microamper, a patto che venga installata a regola d’arte. (a.bag.)