Funzioni e matematica applicata “rompicapo” allo scientifico

19 Giugno 2015

I maturandi del liceo Galilei preoccupati dopo la seconda giornata di test scritti: «Problema difficile» Volti più distesi tra i candidati dell’Iis Acerbo: «Ben preparati dopo le simulazioni provate in classe»

PESCARA. Cellulari più indigesti, nella seconda prova scritta per l'esame di Stato di ieri, al contrario di quanto accaduto mercoledì, per lo scritto di italiano, quando in massa i maturandi hanno scelto la traccia sulla comunicazione tecnologica. Quanto meno al liceo scientifico, dove ieri si chiedeva anche, nella prova di matematica, oltre allo studio di funzioni, di tracciare un piano tariffario di un’ipotetica azienda telefonica.

Insomma, matematica applicata oltre alla matematica pura. Di questo si parlava ieri pomeriggio sulla scalinata del liceo scientifico Galilei. «Troppo difficile», racconta Francesco Castagna, della quinta G. «Anche perché», spiega, «dovevano cercarci noi la funzione: diversamente, il problema non lo si sarebbe neanche potuto individuare. M’aspettavo, invece», prosegue, «che la funzione venisse data direttamente. E poi, tra i quesiti, ce n’erano alcuni relativi al quarto anno di corso». Sulla difficoltà della prova, si esprime allo stesso modo Alessandro Calista, quinta H. «È stata dura. Ciò che è risultato più semplice del previsto», aggiunge, «sono stati i quesiti». Anche Raffaele Piergallini, stessa classe di Calista, sottolinea le difficoltà. «La prova è stata abbastanza difficile», dice soffermandosi sul fatto che «non sarebbero dovuti esserci quesiti che fanno parte del programma scolastico del quarto anno».

Gli studenti del Galilei, come Pasquale Paolini (quinta H) insistono poi sul fatto che «le simulazioni provate in classe nei mesi scorsi sono risultate più facili dei problemi da risolvere nella prova d’esame vera. Difficioltà riscontrate anche da Simone Rossoni, quinta G, che dai compagni di scuola è descritto come una futura medaglia Fields, l’equivalente, in matematica, del premio Nobel. Infatti Rossoni è arrivato all’esame di maturità con 9 in matematica e un 10 in fisica. «Era difficile», conferma «anche perché si doveva comprendere prima com’era la funzione. Comunque, una volta capito, poi è stato tutto abbastanza semplice». Luca Fiore, quinta H, ribadisce che le simulazioni sono state più abbordabili. «Non mi aspettavo» dice, «una prova così complicata ma alla fine ce l’abbiamo fatta».

Il contrario, quanto alle simulazioni, sembra essere accaduto all’istituto Tito Acerbo, stando a quello che riferiscono a caldo alcuni studenti. «Le simulazioni svolte da noi sono state più difficili», ci tiene a dire Franco Antonio Cilla, della quinta B, indirizzo amministrazione, finanza e marketing, dopo che ieri i candidati si sono misurati nel redigere il bilancio di un’azienda. «E mi sarebbe piaciuto andare meglio nella prova», confida Cilla. «Mi ritengo soddisfatto», mette in luce invece Stefano De Leonibus, anche lui quinta B. «Mi aspettavo una prova più difficile», fa notare Ilaria Rosini, stessa classe, la quale dopo il diploma aspira ad andare in Irlanda per studiare l’inglese: «Ora speriamo che sia andato tutto bene». Una prova non impervia, quanto meno se misurata alle aspettative, per Marco Paolone, anch'egli della quinta B. «Per tracciare il bilancio», riflette, «erano pochi i vincoli da rispettare. Penso di essere andato benino». Refrain analogo per Loris Di Quilio, un altro dei compagni di classe: «È andata meglio» racconta con una certa convizione, «di quanto mi aspettassi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA