Furti di oro e soldi in ospedale: nuovo regolamento contro i ladri

La Asl di Pescara dispone la procedura per la gestione degli effetti personali dei pazienti ricoverati Il direttore sanitario Fortunato: «Resta valida la raccomandazione di non portare oggetti di valore»
PESCARA. Meglio evitare il ricovero in ospedale indossando oggetti preziosi, anelli, bracciali, orologi, catenine. Questa è la regola generale per contrastare il rischio di furti o smarrimenti.
In caso di malore e ricovero di emergenza, i familiari prendano in carico i beni personali del proprio caro, soldi, carte di credito, monili d’oro, chiavi, cellulare, computer, telefonini. Ove i parenti non possano acquisire nell’immediato gli oggetti, scatta la nuova procedura annunciata dalla Asl che impone «agli operatori sanitari, che accolgono i pazienti, di consegnare gli oggetti ai familiari o caregiver». In caso di assenza di queste figure, «se il paziente intende affidare al personale sanitario i propri oggetti», comprese le protesi dentali, prima di una visita o esame diagnostico, può farlo ma «l’operatore sanitario provvede a compilare un modulo di “presa in carico” elencando dettagliatamente i beni che verranno inseriti in una busta da consegnare al posto fisso di polizia ospedaliero, dove i familiari potranno ritirare gli oggetti».
Nei presìdi di Penne e Popoli gli oggetti di valore saranno consegnati ai coordinatori infermieristici. La nuova “procedura aziendale sulla gestione degli effetti personali” è stata presentata ieri mattina, in direzione generale, dal manager Vincenzo Ciamponi insieme a Valterio Fortunato, direttore dei presìdi ospedalieri Pescara, Penne e Popoli, e Annamaria Ambrosi, responsabile dell’unità operativa semplice Risk management della Asl.
La decisione della Asl di produrre il documento, è maturata in seguito «all’elevato numero di denunce per smarrimento, perdita, furto di oggetti al paziente che accede all’interno della struttura sanitaria», e che costano all’azienda in termini di cause giudiziarie. Ma sopratutto sulla spinta delle denunce per furto presentate ai carabinieri da Simona Sperinteo, Dario Di Girolamo e Luciano Andreoli, rispettivamente figlia, fratello e marito di Giuseppe Sperinteo, Giovanni Di Girolamo e Marisa Di Quinzio, persone decedute in ospedale durante l’emergenza Covid e alle quali, durante il ricovero, sono state sottratte catenine d’oro mai più ritrovate. Le loro istanze, oggetto di numerose battaglie nell’arco di un anno e mezzo, sono state raccolte dal vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari che aveva richiesto alla Asl un’indagine interna, e al quale i parenti delle vittime ieri hanno consegnato una targa dedicata al suo «impegno per la difesa della legalità». Commenta Ciamponi: «Impariamo dai nostri errori, la gestione dei beni andava migliorata e lo abbiamo fatto in totale accordo con queste famiglie con le quali ci siamo confrontati». Fortunato: «Questo provvedimento vale per tutti i cittadini, la raccomandazione è di non entrare in ospedale con oggetti di valore che potrebbero andare smarriti o rubati. Di casi ne abbiamo avuti tanti». Pettinari: «Questo nuovo regolamento è dedicato alla memoria di queste famiglie e di quanti hanno subìto furti in ospedale».

