Furti su commissione È il turno delle scuole

Sottratti i pc di via Gioberti, due settimane fa colpo identico all’istituto Piano T Ma la razzìa è ogni notte: bici, macchine, provviste. Ecco dove finisce la merce
PESCARA. Furti tutte le notti. Nei garage, nei negozi, nelle scuole, per le strade. È la città che diventa supermercato della criminalità, la città in cui non passa giorno che qualcuno si svegli e non ritrovi la macchina o la bicicletta. La scorsa settimana è stato svaligiato a Montesilvano perfino un centro per tatuaggi.
Si ruba tutto a tutti, perfino ai bambini. E infatti sono le scuole, e soprattutto il materiale informatico, l’ultima frontiera dei ladri. Ieri notte per la seconda volta in quindici giorni è toccato all’istituto comprensivo 5. Dopo il plesso del piano T, a Santa Filomena, da dove sono spariti cinque pc con i software per le lavagne multimediali, è toccato alla sede presidenziale di via Gioberti. E il bottino è stato doppio: 11 pc collegati ad altrettante lim e registri elettronici e che adesso, senza il software, non possono funzionare. E un televisore.
«È un danno non quantificabile», spiega amareggiata la dirigente Petronilla Chiola, «la scuola non è assicurata. Ma sono avvilita perché si fa tanta fatica ad avere quello che serve nelle scuole e poi, una volta che ci arrivi faticosamente, succede che vengono a rubare».
Ma come sono entrati i ladri? «Nella scuola Piano T non sono stati trovati segni di effrazione, è ancora un mistero come siano riusciti a entrare i ladri», spiega la dirigente. «In via Gioberti invece sono entrati da una finestra, l’allarme non ha suonato e loro hanno avuto tutto il tempo per trovare quello che cercavano. Hanno scassinato anche qualche macchinetta, ma è chiaro che cercavano i computer e che sono andati a colpo sicuro». Come riferisce la dirigente, infatti, le scuole sono obbligate a pubblicizzare i progetti a cui aderiscono e nel caso di via Gioberti gli 11 computer arrivati all’inizio dell’anno scolastico erano stati acquistati con le risorse ottenute grazie al Pon, un progetto europeo. Ma il materiale informatico è evidentemente richiesto anche dal mercato nero che più o meno da gennaio sta facendo razzìa nelle scuole dell’area metropolitana. Tra Montesilvano e Città Sant’Angelo, ad esempio, sono state quattro le scuole prese di mira con una media di almeno un paio di computer portati via da ogni plesso: così il 23 gennaio all’asilo comunale Delli Castelli di Montesilvano, alle elementari di via Lazio il 14 febbraio, e nella scuola elementare Fernando Fabbiani di Città Sant’Angelo appena venerdì scorso, con un tentativo fallito pochi giorni prima ancora all’asilo comunale di Montesilvano. E quando è successo, il 17 gennaio, che i carabinieri hanno beccato i ladri che uscivano da un asilo di via Vestina dopo aver appena fatto in tempo a mollare i computer per scappare, ecco che la giustizia ci ha messo il solito lieto fine (per il ladri): processati per direttissima e subito liberi i due rom di 47 e 21 anni residenti tra le Marche e Montesilvano.
E poi c’è il capitolo garage e auto. Nel caso dei garage la tecnica è sempre la stessa: si punta perlopiù ai box condominiali, dove i ladri arrivano con un furgone e con l’obiettivo preciso di caricare solo quello che serve. Con un piccolo trapano fanno un buco vicino alla maniglia della porta, ispezionano con la telecamera del telefonino quello che c’è dentro, e se poi interessa l’articolo aprono e prendono. Ultimamente sono le bici costose, quelle da corsa, i pezzi più richiesti, com’è toccato ai familiari di un cicloamatore di Montesilvano morto per un malore proprio mentre andava in bici, e che si sono visti portare via proprio quel pezzo che li legava al congiunto e alla sua passione.
Ma non sono solo le bici. Le missioni furtive possono essere finalizzate a qualsiasi articolo, dalle scorte alimentari ai pannelli solari, fino al materiale di negozi specializzati come palestre o negozi: si procede per obiettivi e, soprattutto, prima che faccia giorno. Così pure i ladri d’auto, gente organizzata in bande velocissime e specializzate, perlopiù provenienti dalla Puglia alta che mandano in missione spesso giovani insensurati. Le macchine più richieste? Lo dice la polizia stradale: Fiat Cinquecento, Panda, Citroen C3, Lancia Y e Audi, A3 e A1, che una volta a destinazione vengono immediatamente smontate.
Ma per arrivarci, a destinazione, devono passare l’ultima frontiera per l’impunità: l’uscita autostradale di Vasto sud, la dogana della malavita pugliese. Quella che arriva da Cerignola, Frane, Barletta, Andria e che se ne torna a casa ogni notte con un bottino diverso. Lo raccontano le cronache, gli inseguimenti, i posti di blocco e gli speronamenti con cui quasi ogni notte i poliziotti rischiano la vita per riuscire a bloccare questi pirati moderni. Nei furgoni, nelle auto (quando non sono quelle rubate), hanno trovato di tutto: dal baccalà ai pannelli solari, dai sacchi di nocciole alle scorte di sigarette. Ma anche olio, computer, qualsiasi cosa. Dipende che cosa si è svaligiato. I ladri? Di tutte le età, dal 18enne al 65enne e sempre con la stessa scusa: “giù non c’è lavoro, come facciamo a campa’ la famiglia?”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

