Furto di marmellata da 100mila euro

5 Dicembre 2015

Collecorvino, ripulito lo stabilimento “Casa Giulia”: rubati migliaia di barattoli prodotti a novembre, carrelli ed elevatori

COLLECORVINO. Supera i centomila euro il bottino di un furto messo a segno nello stabilimento di Collecorvino che produce la nota marmellata con il marchio “Casa Giulia”. I ladri sono entrati nello stabilimento nella notte tra martedì e mercoledì, ripulendo tutto, e il furto è stato scoperto mercoledì mattina, quando il magazzino è stato trovato vuoto dagli addetti alla produzione che stavano prendendo servizio verso le 6.

Dallo stabilimento sono spariti decine di migliaia di vasetti prodotti nell’ultimo mese, già confezionati e sistemati sui bancali, tutti i muletti e diversi carrelli elevatori. Prima di entrare nella struttura i ladri hanno studiato tutto nei minimi dettagli ed erano perfettamente a conoscenza dei pericoli che avrebbero incontrato, tanto che hanno messo fuori uso i sistemi di sorveglianza e di allarme. Hanno verniciato le telecamere, impedendo le riprese dei loro movimenti, e manomesso i sensori dell’allarme per l’avvenuta intrusione non è stata segnalata e loro hanno agito indisturbati. È verosimile che avessero a disposizione dei camion, per caricare tutto e andare via da Collecorvino.

Dopo aver subito il maxi furto l’azienda lancia un appello a chiunque acquisti i barattoli di marmellata “Casa Giulia” con scadenza compresa tra novembre e dicembre 2008. «Chiediamo ai consumatori, sia a livello locale che nazionale di rivolgersi a noi, telefonicamente o attraverso la posta elettronica, per indicarci i lotti delle confezioni che presentano data di scadenza novembre o dicembre 2018», appena prodotti a Collecorvino e portati via dai ladri. «In questo modo saremo in grado di tracciare il percorso seguito dalla refurtiva. Cerchiamo insieme i ladri», dicono dallo stabilimento lanciando un appello alla collaborazione.

Alla scoperta del colpo, che è stato denunciato ai carabinieri, segue un bilancio piuttostoo amaro delle vittime. «È un danno enorme», commentano, «per un’azienda che lavora, specie se si considerano le difficoltà del momento e si tiene conto della mancanza di assistenza da parte del sistema creditizio. Non è piacevole» e non è difficile da comprendere visto che la merce portata via «era quella appena prodotta e da vendere». Il danno, tra l’altro, è solo in parte coperto da assicurazione.

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