Furto in diretta sullo smartphone Il ladro seriale finisce in trappola

Le telecamere dell’attività commerciale trasmettono le immagini sul telefonino della titolare La donna lancia l’allarme al 112: i carabinieri si precipitano sul posto e arrestano il responsabile
FRANCAVILLA. Segue in diretta sullo smartphone il furto nella sua lavanderia self-service e telefona immediatamente al 112. La sinergia tra un’imprenditrice e i carabinieri della stazione di Francavilla partorisce l’arresto in flagranza di un ladro seriale, uscito dal carcere da appena undici giorni e sottoposto all’obbligo di firma: in manette finisce Massimo Mannino, 36 anni, originario di Palermo, residente a Teramo e domiciliato a Montesilvano, ufficialmente pescatore. In base ai primi accertamenti degli investigatori, è lui il responsabile di almeno altri due colpi avvenuti nei mesi scorsi sempre nell’attività commerciale al civico 27 di via Adriatica Nord.
Sono le 21.24 di martedì quando la titolare di Lia service lancia l’allarme: il sistema di videosorveglianza della lavanderia, che trasmette le immagini sul telefonino in tempo reale, immortala un uomo mentre sta scassinando il distributore di detersivi e la macchinetta automatica del caffè. I carabinieri arrivano sul posto a distanza di pochissimi minuti: Mannino è ancora all’interno e sta portando a termine il colpo. Ma, non appena mette piede fuori dalla lavanderia, viene bloccato dai militari dell’Arma. L’arrestato ha nella tasca sinistra dei pantaloni un cacciavite di ben 26 centimetri e, in quella destra, le monetine appena rubate dalla macchinetta del caffè. Il trentaseienne non può fare altro che ammettere le sue responsabilità. Fin qui, la cronaca del blitz.
Ieri mattina il giudice del tribunale di Chieti Giulia Colangeli, su richiesta del pubblico ministero d’aula Luisa Bertini (il titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Giancarlo Ciani), ha convalidato l’arresto di Mannino per furto aggravato. Nei confronti dell’uomo, dopo una notte trascorsa nella camera di sicurezza della caserma di Chieti Scalo, è stata applicata la misura dell’obbligo di dimora nel territorio comunale di Montesilvano. Quanto alle accuse, Mannino – assistito dall’avvocato Fabio Cantelmi – si è avvalso della facoltà di non rispondere.
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