Fusione comuni in ritardo: da Popoli appello ai prefetti

1 Giugno 2019

Gianni Natale (Ripensiamo il territorio): «Mancano ancora i regolamenti, bisogna sollecitare i sindaci delle quattro province abruzzesi a fare presto»

POPOLI. Dopo anni di impegno e di strenuo lavoro portato avanti dall’associazione popolese “Ripensiamo il territorio” diretta da Gianni Natale, per la coesione territoriale e la fusione dei Comuni, «il procedimento è bloccato e tutto pare vanificato». La denuncia è proprio di Natale che punta il dito contro «l’inerzia della amministrazioni dei Comuni interessati» che ricadono nell’alta Val Pescara soprattutto, e nella bassa Valle Peligna. Centri di cui Popoli è visto come punto nevralgico e comune capofila. Ma Natale non si arrende convinto che, come in effetti si è già verificato in altre regioni, mettendo insieme i piccoli comuni in un’unica municipalità, si possano risvegliare le economie dei centri abitati, grazie ai cospicui finanziamenti dello Stato. Per questo Natale ha scritto ai quatto prefetti delle provincie abruzzesi, Pescara, L’Aquila, Chieti e Teramo e all’Anci Abruzzo (Associazione nazionale dei comuni italiani), affinché sollecitino i rispettivi sindaci ad attuare le procedure necessarie per raggiungere lo scopo. «Finora sono stati approvate dai consigli comunali dei molti comuni ricadenti in questa area del centro Abruzzo», spiega Natale, «gli statuti comunali che prevedono la possibilità di ricorrere allo strumento del referendum comunale per aderire a una possibile fusione. Ma poi non sono stati conseguenti ad approvare i regolamenti di attuazione, necessari per l’avvio concreto della procedura. L’assenza di tali regolamenti» ribadisce Natale nella sua lettera ai prefetti, «impedisce di usufruire dei benefici di leggi nazionali che prevedono, obbligatoriamente, il passaggio referendario consultivo per l’avvio del processo fusorio, come prevede la legge 56 del 2014, meglio conosciuta come legge Delrio. Orbene appare chiaro», va avanti il responsabile del Movimento, «che nei comuni sprovvisti di tali strumenti regolamentari viene meno l’irrinunciabile diritto del cittadino ad avvalersi di un procedimento previsto e sancito soprattutto dall’articolo 133 della Costituzione e dal Testo unico degli enti locali. A parere della nostra Associazione, questo determina una profonda discriminazione democratica a svantaggio di tutti i cittadini che abitano nei comuni che non hanno approvato i regolamenti, non solo per le problematiche inerenti la coesione territoriale, ma anche per una normale convivenza civile delle comunità». Di qui la richiesta ai quatto prefetti delle provincie abruzzesi: «Grazie all’autorevolezza che rappresenta il Vostro Istituto, vogliate al più presto intervenire presso tutti i comuni abruzzesi, affinché questa carenza possa essere al più presto sanata».