Fusione dei Comuni, si riparte Ma ora aumentano le perplessità

La commissione Statuto è tornata a riunirsi a Pescara dopo lo stop per l’emergenza coronavirus Intanto è saltata l’approvazione del regolamento. Costantini: «Prendiamoci il tempo necessario»
MONTESILVANO. Si riapre il dibattito sull'istituzione della Nuova Pescara, il progetto di fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore in un unico grande Comune. Nei giorni scorsi, la commissione Statuto del Comune di Pescara, presieduta dal consigliere Claudio Croce, è tornata a riunirsi per discutere dell'iter del progetto di unificazione delle tre città.
L'esplosione della pandemia ha, di fatto, interrotto l'attività ordinaria delle pubbliche amministrazioni, concentrandole sulla delicata gestione dell'emergenza, sul piano sanitario e su quello economico degli aiuti alle famiglie in difficoltà. Tra i progetti sospesi anche quello della fusione. Secondo il cronoprogramma fissato nella legge istitutiva, lo scorso 31 marzo scadeva il termine per l'approvazione del regolamento, dedicato al funzionamento dell’assemblea costitutiva e delle commissioni. Il documento deve essere predisposto dalla commissione Statuto guidata dal consigliere di Montesilvano Enzo Fidanza e composta dai capigruppo consiliari dei 3 Comuni. Sempre il 31 marzo, l'assemblea avrebbe dovuto trasmettere alla Regione e ai 3 Comuni la relazione sullo stato del processo di unione di funzioni e servizi.
Alla seduta di commissione dei giorni scorsi è intervenuto in audizione Marcello Antonelli, in qualità di presidente dell'assemblea costitutiva della nuova città, che riunisce i tre consigli comunali. «Nei giorni scorsi», spiega Claudio Croce «abbiamo avuto due ampie discussioni per capire quale sarà il futuro della Nuova Pescara. La prossima settimana, in una nuova seduta, ascolteremo anche Enzo Fidanza, perché il lavoro deve ripartire proprio dalla commissione Statuto. Prima del lockdown, il regolamento era stato quasi completato, quindi ritengo che quella che oggi è solo una bozza si può perfezionare con poche sedute per definire il documento di riferimento per l'iter». «Credo si debba andare avanti nel progetto», afferma Croce, «certamente conciliandolo con le esigenze della situazione legata alla gestione dell'emergenza coronavirus».
Nella commissione dei giorni scorsi, dubbi e perplessità sono emersi in maniera trasversale tra gli amministratori di Pescara e c'è chi mira a modificare la legge, puntando a uno slittamento dei termini al 2027 per concludere il processo di unificazione.
«Esiste già una doppia finestra temporale nella legge, al 2021 o al 2024, per la conclusione del progetto di unificazione», chiarisce il consigliere di Pescara Carlo Costantini, primo promotore dell'istituzione della Nuova Pescara, «è evidente che oggi la priorità sia la ripresa delle attività economiche, ma è prematuro prendere qualsiasi decisione in merito all'evoluzione del progetto, dal momento che non abbiamo ancora effettiva contezza dell'impatto della fase 2 sull'iter. Prendiamoci il tempo necessario, compatibilmente con la gestione dell'emergenza».
Sempre secondo cronoprogramma, ad agosto i tre Comuni dovranno avviare forme di esercizio associato in 12 diversi settori. A tenere ancora più in bilico il progetto, la mancata erogazione dei fondi.
Il contributo regionale di 300mila euro, previsto dalla legge, al momento non è stato ancora elargito. Risorse necessarie proprio per dare operatività ai comitati tecnici, che dovranno essere composti da funzionari ed esperti anche esterni da contrattualizzare e occuparsi della messa in condivisione dei servizi.
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