Fusione dei tre Comuni Stop da alcuni consiglieri

13 Agosto 2018

MONTESILVANO. Il percorso amministrativo della Nuova Pescara è segnato, con l’assemblea costitutiva già fissata per il 31 agosto, ma a Montesilvano monta la polemica dei consiglieri contrari alla...

MONTESILVANO. Il percorso amministrativo della Nuova Pescara è segnato, con l’assemblea costitutiva già fissata per il 31 agosto, ma a Montesilvano monta la polemica dei consiglieri contrari alla fusione.
Gabriele Di Stefano (gruppo misto) dopo aver protestato per due giorni davanti al consiglio regionale dell’Aquila, esponendo alcuni cartelli per manifestare la propria contrarietà «alla cancellazione di Montesilvano», sta continuando la sua personale campagna di sensibilizzazione al mercato rionale e nelle altre zone della città. «I politici che sono ben distanti dalla base», spiega Di Stefano, «non si rendono conto che solo ora la popolazione prende coscienza di cosa votò il giorno del referendum. Pescara non è nuova a simili esecrabili colpi di mano, come testimonia la fusione di Castellamare Adriatico che fu divorata. Stessa criminale sorte si vuole per Montesilvano e Spoltore, assorbite da un’affamata e famelica Pescara che si nutre fagocitando come un cancro i comuni limitrofi a suo esclusivo vantaggio».
«Tra qualche mese Montesilvano non esisterà più», tuona il consigliere Mauro Orsini, presidente della commissione lavori pubblici, che aggiunge: «Ci saranno tanti danni e pochissimi benefici, ma il nuovo progetto potrebbe rappresentare per l'aerea metropolitana una possibilità di rinascita culturale ed economica dopo anni di pessima amministrazione della miope classe politica che con i “piani regalatori” di cementificazione selvaggia hanno mortificato Montesilvano relegandola a città dormitorio. Montesilvano non ha identità culturale, turistica, commerciale, è sempre statala periferia di Pescara e forse è meglio annetterla a quest'ultima come il referendum istitutivo ha sancito. Il popolo si è espresso ma sfido chiunque a negare che ci siano state anomalie che hanno drogato il voto». (y.g.)
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