Gaia e la torta alla madre tra le vittime di Rigopiano

PESCARA. Ha salutato la mamma per l’ultima volta quando aveva cinque anni. Oggi che di anni ne ha dieci, Gaia non ha mai smesso di guardare il cielo cercando la stella più bella e di pensare alla...
PESCARA. Ha salutato la mamma per l’ultima volta quando aveva cinque anni. Oggi che di anni ne ha dieci, Gaia non ha mai smesso di guardare il cielo cercando la stella più bella e di pensare alla mamma Valentina Cicioni, morta con altre 28 persone sotto la valanga di Rigopiano, il 18 gennaio del 2017. Con papà Giampaolo Matrone sempre a fianco, dopo essere sopravvissuto 62 ore sotto le macerie, Gaia ha comunque continuato a celebrare la mamma nel giorno della festa. E quest’anno, complice lo zio pasticcere, a Monterotondo, Gaia ha voluto festeggiare la mamma con una torta alla frutta, “La Valentina”, con tutti i suoi ingredienti preferiti e con una stella di zucchero.
«Quest’anno ho pensato di dedicare a mamma una torta, che si chiamerà “La Valentina”, una torta speciale come lei», spiega Gaia nel video in cui con il papà e lo zio Marco si mette all’opera. «Quando Gaia ha espresso questo desiderio per ricordare la mamma sono stato felicissimo», spiega papà Giampaolo. «Abbiamo innanzitutto cercato di realizzare una torta per la stagione estiva, molto fresca, con base quasi tutta alla frutta», prosegue Giampaolo che nel video illustra nel dettaglio la ricetta perché, aggiunge, «sarebbe bello che in memoria di Valentina la proponessero anche tante altre pasticcerie in Italia».
Una torta speciale per il cui tocco finale è stata lasciata carta bianca alla fantasia e ai sentimenti di Gaia, che non ha avuto dubbi: una stella di pasta di zucchero, «perché Valentina», concludono la bambina e il suo papà, «questo rappresenta per noi da quel 18 gennaio 2017: la nostra dolcissima stella». Il sopravvissuto nei giorni scorsi ha partecipato all’udienza del processo con 30 imputati, quando non ha mancato di ribadire tutta la sua amarezza «per l’ennesimo rinvio. Il dato di fatto è che dopo cinque anni e mezzo non abbiamo ancora ricevuto alcuna giustizia», lamenta Matrone.

