Galleria d’arte Mariz 40 anni di storia «Un sogno realizzato»

10 Marzo 2019

Da Basilea (1978) a Francavilla (1983), Berardinelli racconta: «Ho iniziato con un tavolino a due piedi, ora ho 27 dipendenti»

FRANCAVILLA AL MARE. «Ho iniziato la mia attività nel 1978, a Basilea, in Svizzera, con un tavolino a due piedi e poco altro. Sono arrivato ad avere 27 dipendenti, ho venduto opere per svariate centinaia di milioni di vecchie lire e oggi continuo il mio lavoro per passione».
A raccontare la sua storia è Luigi Beradinelli, proprietario della Galleria d'arte Mariz a Francavilla, sulla Nazionale Adriatica Nord. Un'attività storica, presente dal 1983, quando lui, originario di Pianella ed emigrato nel dopoguerra, decise di tornare in patria anche per accontentare la moglie Antonietta, nativa proprio di Francavilla. «Ho sempre lavorato le cornici. Il legno è il mio diletto maggiore, dal taglio alla verniciatura in oro, argento, platino, magari guarnito con diamanti e pietre preziose. Nel corso della mia lunga carriera ho avuto la fortuna di girare il mondo grazie all'arte. Per anni sono stato presente alla fiera di Bologna, a quella di Ginevra, a Norimberga e anche a Miami. Ho sempre cercato di offrire un prodotto unico e molto curato, preferisco la qualità alla quantità, non m'interessa fare grandi numeri, piuttosto voglio che il cliente sia soddisfatto del prodotto che acquista». I suoi lavori vengono esportati in Giappone, America, Corea, così come all'Accademia Reale di Londra. Il successo avuto nel corso dei 40 anni di carriera potrebbe anche fargli pensare di ritenersi soddisfatto, ma l'ambizione e l'amore per questo lavoro lo inducono ad andare avanti: «Prima era tutta un'altra musica. Si pagavano 1500 franchi per una cornice con relativa tranquillità. E chi era in grado di tirare fuori quelle cifre di certo non si faceva intimidire dallo spenderne 6mila per acquistare una grafica di Chagall o Picasso».
Adesso nella sua galleria è possibile trovare opere di Cascella risalenti agli anni '30 e '40, quelle di Treccani o di Gallinari, che spesso e volentieri catturano l'attenzione di collezionisti e appassionati, un pubblico senza dubbio di nicchia ma assolutamente facoltoso, capace di spendere cifre considerevoli per portare a casa pezzi unici, come quelli presenti nella Galleria d'arte Mariz. «Bisogna sapersi muovere», aggiunge Berardinelli. «Non ci sono solo i privati nel nostro settore, anzi. Sono stato promotore di aste pubbliche e private, così come ho collaborato con alcune case d'arte come quella di Puerto Banus in Spagna o Koenigs Halle 112 a Dusseldorf, in Germania. Ho fatto persino il consulente, quando mi chiedevano di verificate l'autenticità di un'opera».
E oggi, nonostante un mercato in forte cambiamento, lui resta fedele alla tradizione: «La crisi da una parte e le grandi case dall'altra hanno rivoluzionato il nostro mondo, ma non me. Puoi andare nel grande supermercato ma non sapere da dove proviene o cosa contiene la mela che comperi, oppure puoi andare nella bottega che vive di produzione propria. Ecco, a me piace la seconda, un mondo in cui al di là degli affari si mantiene vivo il rapporto con gli artisti e con i clienti».